A TUTTI I LAVORATORI
E' finita da qualche giorno la tornata assembleare riguardante la cessione dei due sportelli del San Paolo Imi nella città di Napoli. C'è stata una discussione serrata ed intensa che anche nei voti raccolti dalle due mozioni presentate ha visto prevalere la valutazione, realistica ed equilibrata, fatta emergere dalle scriventi organizzazioni già i giorni successivi all'assemblea tenutasi a Napoli il 20 Novembre.
Infatti, a parte la piazza di Napoli, dove probabilmente hanno prevalso soprattutto considerazioni di natura emotiva del tutto comprensibili, le altre assemblee, ugualmente numerose, si sono pronunciate contro un primo pacchetto di quaranta ore di sciopero con l'irrealistico obiettivo di tenere dentro i colleghi delle agenzie interessate, valutando invece più giusto un percorso realmente solidale che tenga al centro dell'inevitabile vertenza l'allargamento delle garanzie normative e contrattuali da assicurare ai lavoratori durante la fase di passaggio e anche successivamente alla cessione.
Un onesto compito sindacale che non crei illusioni o demagogiche e strumentali fughe in avanti senza sbocco, deve passare per accordi sindacali che, garantendo certezze occupazionali e salariali, assicurino conservazione di professionalità, percorso lavorativo, salvaguardia dei livelli retributivi, previdenziali, sanitari, senza concedere nulla alla mobilità geografica.
Ciò non ci esime dall'esprimere un profondo disaccordo con le scelte aziendali, che hanno dimostrato una volta di più la strumentalità e la profonda insincerità degli appelli alla centralità, in questa banca, del personale.
Con la cessione anche dei lavoratori nulla è più come prima; è caduto il velo di ipocrisia di cui una parte dei lavoratori è ancora prigioniero anche in questo frangente: non esiste più un "patriottismo" di impresa ma soltanto convenienze economiche cui va contrapposta una rete e una cultura di norme e di garanzie. O si sceglie una linea sindacale, sicuramente meno popolare, ma che tenta di regolare e normare i rapporti di lavoro, contrattando anche le ricadute indesiderate sui lavoratori, oppure una seconda linea protesa ad inseguire obbiettivi di facile presa, popolari ma assolutamente irraggiungibili che alla lunga costringerebbero i lavoratori in un angolo. Ci dispiace constatare che questa seconda opzione è condivisa non solo da chi sta tentando di emergere come nuovo soggetto sindacale autonomo, pronto a giocare al rialzo (tanto nulla contratta), ma anche da soggetti sindacali che, mentre dovrebbero condividere scelte unitarie, rinunciano al difficile ruolo di direzione e orientamento dei lavoratori. Non è un caso che nelle assemblee abbiamo dovuto sforzarci per spiegare le nostre ragioni e per mantenere il disaccordo su un piano solamente politico.
La vera solidarietà non è la passione che si brucia in un paio di assemblee e in proclami roboanti, ma pensare con lungimiranza al futuro anche lontano dei lavoratori; la vera solidarietà è un sentimento caldo e duraturo che va alimentato giorno per giorno affermando la verità ancorché scomoda. Il quadro di riferimento con cui fare i conti sarà sempre più orientato verso diverse tipologie di ristrutturazioni e cessioni all'interno e all'esterno del gruppo, per cui la strategia è, nel merito, la creazione di un quadro di certezze per i lavoratori coinvolti. E' questo il punto. Tali processi hanno già coinvolto il sistema creditizio, qui non c'è un'isola felice e il gruppo S. Paolo è parte del sistema. Se le OO.SS. non riconoscono questo quadro per il Sindacato e per i lavoratori non c'è grande futuro.
Napoli 3/12/2001
Segreterie di
Coordinamento
Fabi - Fisac/Cgil - Sindirigenti
Coordinamenti Campani
Fabi - Fisac/Cgil - Sindirigenti
SanPaolo Imi