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TRE MILIONI DI
BUONI MOTIVI
Qualcuno continua a sostenere che la CGIl è sola. Delle due
l'una, o hanno paura della forza dirompente delle buone ragioni di
milioni di lavoratrici e di lavoratori che, con enormi sacrifici,
stanno battendosi per la dignità e per il lavoro. O, … non hanno
proprio altri argomenti.
Quello che si prospetta è un patto scellerato (qualcuno adesso
affermerà che anche i bancari hanno preso il fucile…) al quale ci
opporremo con tutti gli strumenti della democrazia (sì, perché al
di la di quanto qualche abile comunicatore voglia far intendere,
scioperare, contestare un provvedimento ritenuto iniquo è esercizio
di democrazia).
Vogliamo tutele per chi ne è privo, mentre la controriforma che
si prospetta prevede una drastica riduzione dei diritti delle
persone. Si pensi all'effetto perverso che avrebbero le due più
pericolose norme (ma come non parlare anche di fisco, sanità,
previdenza, Mezzogiorno…) studiate dal Governo: la cessione dei
rami di azienda e l'abolizione della tutela di cui all'art.18 dello
Statuto dei Lavoratori per le aziende che superano la soglia dei
quindici dipendenti. La crepa nella diga fortemente voluta da
Confindustria diverrebbe realtà.
Vi sarebbero lavoratori nelle medesime condizioni trattati
diversamente, alcuni tutelati dall'art. 18 altri no! Ed in maniera
speculare anche le aziende avrebbero trattamenti diversi. Questo è
inaccettabile oltre che, probabilmente, incostituzionale.
SUI DIRITTI NON SI TRATTA!
Milioni di lavoratori si sono espressi chiaramente contro una
lesione così grave dei loro diritti. Nell'aprile scorso è stato
proclamato un grande sciopero generale per la tutela di quei
diritti, per estendere e non certo comprimere la libertà delle
donne e degli uomini che lavorano.Non vi può essere su queste
materie alcun cedimento. I diritti della persona per noi non sono
negoziabili! Più di tre milioni sono scesi in piazza con noi, tanti
milioni ancora erano vicini a questa gente con la mente e con il
cuore.
Nonostante tutto questo consenso continuano a affermare che la
CGIL è sola. Se pure fosse vero – e non lo è – sarebbe per noi
un motivo di orgoglio, la forza delle idee non si baratta con il
facile consenso. Saremmo soli ma:
CON TRE MILIONI DI BUONI MOTIVI!
La CGIL non vuole fermarsi in questa battaglia di civiltà e
democrazia. Batteremo insieme ai lavoratori questo progetto di
controriforma.
Con fermezza, con compostezza, con serenità, con gli strumenti
della democratica dialettica sociale:
LI FERMEREMO!
CON UN SORRISO, LI BATTEREMO!
Bari, 27/6/2002 |