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LA
CGIL NON HA CAMBIATO IDEA: SUI DIRITTI NON SI TRATTA
Il Governo e la
Confindustria spostano la libertà di licenziamento da una legge (n°848)
ad un'altra (n°848bis), con l'accordo di CISL e UIL e la contrarietà
della CGIL. Per la CGIL sui diritti non si tratta: la pensavamo così
ieri, continuiamo a pensarla così oggi, così penseremo anche
domani. I fatti:
Nel pomeriggio del
31/5/2002 il Governo ha proposto alle Parti Sociali:
- di aprire quattro
tavoli di confronto su: lavoro, fisco, emersione, mezzogiorno;
- di trasferire le
modifiche all'articolo 18 e le nuove norme sull'arbitrato (così
come oggi sono scritte nella delega sul mercato del lavoro)
in un nuovo disegno di legge insieme agli articoli 2 e 3 della
delega stessa (incentivi al lavoro e ammortizzatori sociali);
- di concludere il
confronto tra le parti entro il 31 luglio, termine oltre il
quale se l'accordo non verrà definito, il Governo
procederà unilateralmente;
- il Governo ha
chiesto alle Parti Sociali di sottoscrivere un verbale d'intesa
che sancisse questo percorso: CISL e UIL hanno firmato, la CGIL
no.
Il
giudizio della CGIL
non
abbiamo firmato l'intesa e non partecipiamo al tavolo sul Lavoro
perché:
1. Nei mesi scorsi
abbiamo chiesto lo stralcio della libertà di licenziamento, cioè
che le modifiche allo Statuto dei Lavoratori venissero cancellate.
Ci hanno proposto di fare uscire dalla porta (delega) per far
rientrare dalla finestra (disegno di legge) gli stessi contenuti.
Non
c'è nessuno stralcio!
2. Milioni di
persone hanno scioperato, nei mesi scorsi, aderendo alla piattaforma
di CGIL CISL UIL. Tradire il loro mandato sarebbe gravissimo. Quella
piattaforma aveva un centro - lo stralcio dell'art.18 - e richieste
di grande importanza quali: la difesa delle pensioni impedendo che
attraverso la decontribuzione proposta dal Governo venisse messo in
discussione il diritto ad una pensione dignitosa per i giovani, per
chi lavora, per i pensionati, la difesa della sanità pubblica e il
diritto a una scuola pubblica e laica per tutti. Quella
piattaforma è stata stracciata dal verbale di intesa sottoscritto.
Per la CGIL quella piattaforma continua ad essere l'obiettivo da
perseguire:
Noi
non abbiamo cambiato idea!
3. Per la
CGIL sui diritti della persona non si tratta; e anche su altre
materie non si può trattare con un ricatto sulla testa: questo
avevamo scelto unitariamente rifiutandoci di trattare su un testo di
delega già definito.- La situazione non è cambiata: Governo e
Confindustria hanno già detto come per loro deve finire, l'hanno
scritto nel nuovo disegno di legge.
Forti reazioni nei
luoghi di lavoro si sono verificate in diverse regioni con la
proclamazione di scioperi spontanei molti dei quali hanno visto la
partecipazione anche delle rappresentanze aziendali e dei lavoratori
di CISL e UIL. La dignità del lavoro, la difesa dei diritti
delle persone è oggi, come sempre, nelle mani delle lavoratrici e
dei lavoratori che con le loro lotte hanno la possibilità di
difenderli ed estenderli.
La
CGIL è con loro
Per tutte queste
ragioni la CGIL chiede a tutti i lavoratori di mobilitarsi ancora a
sostegno di una battaglia che è per i diritti di tutti. La
partita è tutt’altro che chiusa. A questo fine sono state
proclamate 6 ore di sciopero generale di cui le prime 4 articolate
per regione.
LA
PUGLIA SCIOPERERA’ IL 5 LUGLIO (IL 4 IL MOLISE) CON ORARI DA
DEFINIRE
Torneremo in
argomento con altri comunicati ed in ogni caso, nel rispetto della
tradizione, la CGIL non prescinderà dal confronto diretto con i
lavoratori che si realizzerà attraverso un imminente ciclo di
assemblee.
Bari, 19.6.2002 |