TU SI TU NO : ART. 18 NON CI STO

23 marzo manifestazione nazionale a Roma
5 Aprile sciopero generale

L’Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori dichiara inefficace il licenziamento o annulla il licenziamento intimato SENZA GIUSTA CAUSA o GIUSTIFICATO MOTIVO ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.

La delega al Governo prevede la non applicabilità dell’articolo sostanzialmente a tutti i lavoratori di nuova assunzione, sostituendo la reintegrazione nel posto di lavoro con il risarcimento del danno provocato dalla perdita dello stesso (art. 10 ddl).

La delega prevede inoltre, per chi invece gode già oggi di un contratto a tempo indeterminato, che in caso di licenziamento ingiustificato il Collegio Arbitrale cui può essere demandata la controversia possa decidere alternativamente tra reintegrazione o risarcimento del danno in deroga all’art. 18. Il lodo arbitrale potrà essere impugnato soltanto per vizi procedimentali (art. 12 ddl).

Il progetto del Governo, che ci riporta agli anni ’60, vuole stravolgere un principio che tutela i lavoratori da trent'anni: introduce infatti il principio del risarcimento del danno in sostituzione della reintegrazione sul posto di lavoro in caso di licenziamento ingiusto.

SCOMPAIONO LA GIUSTA CAUSA ED IL GIUSTIFICATO MOTIVO PER LICENZIARE!

Ciò significa che è plausibile ipotizzare situazioni in cui il datore di lavoro per motivi che non è dato conoscere – simpatie? antipatie? altro…? – può licenziare in tronco ed elargire un’elemosina per liberarsi del lavoratore.

Un’altra considerazione: nella delega si fa riferimento al "danno" conseguente alla perdita del lavoro: ma in quante mensilità è quantificabile il danno morale dovuto alla disoccupazione, all’umiliazione, alla frustrazione di essere licenziati ingiustamente, alla sensazione di nullità data dalla perdita del senso che il lavoro dà alla nostra vita? I soldi bastano? Il lavoro non è forse un valore? La Repubblica non è forse fondata sul lavoro (e non sul capitale) come recita solennemente l’art.1 della nostra Costituzione?

Appare chiaro che una delle finalità principali della legge delega è l’affermazione della contrattazione individuale, che svuoti di significato e forza quel sistema di garanzie a tutela di tutti i lavoratori che sono i CCNL, rendendo ogni lavoratore più solo, quindi più attaccabile, quindi più debole.

Anni di lotte, accordi, scioperi hanno stabilito un unico grande principio: la NON PARITA’ TRA DATORE DI LAVORO E LAVORATORE e pertanto hanno prodotto leggi espressione di grande civiltà a tutela del soggetto più debole.

Invece la legge delega vuole far passare il principio della parità tra le parti, in una sorta di "contratto individuale" che deroga tutte le leggi.

Tutti i contratti collettivi non avrebbero nella sostanza più alcun valore vincolante: i lavoratori, i soggetti più deboli, di fatto non avrebbero più la forza di richiedere il rispetto delle norme contrattuali e di legge, il rischio cui si sottoporrebbero sarebbe troppo grande. L’arma letale nelle mani del padrone (ed in questo caso il termine non appaia esagerato) potrebbe colpire inesorabilmente.

Modificare l’art. 18 vuol dire colpire la dignità della persona, annullare di fatto la contrattazione collettiva e rendere inutile ogni rivendicazione futura, vuol dire impunità per ogni inadempimento del datore di lavoro.

Peraltro, noi cittadini siamo già stati chiamati nel maggio del 2000 al referendum sull’abrogazione dell’Art. 18 ed abbiamo risposto con un secco NO!

La CGIL non è contraria ad accordi che modifichino la legislazione del mercato del lavoro e la Storia ce lo dimostra, ma lo stralcio di qualsiasi modifica all’art. 18 è condizione preliminare irrinunciabile per l’inizio di qualsiasi trattativa

perché la dignità non si contratta, si difende!

PER DIRE NO A TUTTO QUESTO!

PER DIRE NO ALLA MERCIFICAZIONE DEL LAVORO!

PER DIRE NO AD UN MONDO DEL LAVORO SENZA TUTELE!

SABATO 23 MARZO L’ITALIA PROTESTA CON UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A ROMA

Vieni con noi! Contatta il tuo Rappresentante Sindacale!

Poi ancora

IL 5 APRILE MILIONI DI LAVORATORI SI FERMANO
IL 5 APRILE L’ITALIA SI FERMA
IL 5 APRILE E’ SCIOPERO GENERALE!

 Bari, 11/03/2002

FISAC/CGIL Area Sud Est SanPaolo Imi