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Foglio periodico di informazione per tutti gli iscritti dell’Area Puglia

N° 5/04

ETICA E BUDGET: MATRIMONIO IMPOSSIBILE?

Ormai da tempo, in seguito al clamore suscitato da vicende quali i bonds Parmalat, Cirio e le obbligazioni Argentina, che hanno minato la fiducia dei risparmiatori e gettato luce sulla politica delle banche, è in atto da parte di quasi tutte le aziende bancarie una campagna volta a tutelarsi dalle accuse di gestione spregiudicata dei risparmi dei propri clienti.

Sembra che, all’improvviso, i mass media e il management bancario abbiano scoperto che c’è anche una funzione sociale del risparmio e del credito, che c’è bisogno di una maggiore trasparenza nei rapporti con la clientela.

Da ciò iniziative come quella di "Patti chiari" e, a livello di Gruppo SanPaolo, di "Codice etico" e "Investment Policy". Gestori e consulenti sono stati chiamati a corsi e riunioni in cui si esplicitavano le linee guida dell’ Investment Policy: "l’obiettivo del servizio di assistenza agli investimenti è servire al meglio la Clientela, aiutandola a soddisfare le esigenze finanziarie"; "l’investimento… deve essere realizzato selezionando attività con un profilo di rischio/rendimento coerente con le esigenze finanziarie del Cliente"; e, ancora, "il consulente/gestore opera con imparzialità a difesa degli interessi e della soddisfazione del Cliente: nell’attività di assistenza in materia di investimenti possono emergere situazioni di conflitto di interesse tra consulente/Banca e Cliente. In tali situazioni deve comunque essere tutelato l’interesse del Cliente, anche nel caso in cui ciò sia in contrasto con il ritorno economico di breve periodo della Banca.

Evviva!

Allora lavoriamo in un’Azienda che si attiene sul serio a principi di eticità, attenta alle evoluzioni della società civile e ai dibattiti interni ad essa, degna di essere seguita nelle sue linee programmatiche!

Però, però…. c’è qualcosa che stride

Come si conciliano queste dichiarazioni d’intenti, fin troppo sbandierate, con le pressioni, non certo diminuite, attuate a cascata sui lavoratori a tutti i livelli? Si parte da chi lavora nelle Funzioni di Area, si passa poi ai direttori, ai responsabili di modulo e così via per finire agli addetti al front office. Tutto affinché gli obiettivi siano raggiunti sempre e comunque.

In realtà non è cambiato nulla: così ogni anno i budget aziendali vengono suddivisi tra le Aree e queste a loro volta li "spalmano" sulle filiali. Budget che, calati dall’alto, non sono né discussi né concordati. A questo si aggiungono continue campagne su singoli prodotti che vengono definiti ad alto valore aggiunto solo perché portano subito al conto economico della banca alte percentuali di profitto. Quando c’è una campagna di vendita è evidente che il fine non è individuare le esigenze finanziarie del cliente per indirizzare il suo investimento di conseguenza, bensì massimizzare la redditività aziendale, anche se ciò significa affrontare il rapporto con la clientela con una logica del "mordi e fuggi".

Altro che Investment Policy!

E il bancario in tutto questo?

E’ una della categorie più soggette a malattie collegate con lo stress come ansia e depressione. Eh sì, perché è preso tra due fuochi: da una parte il cliente inferocito, dall’altra la tensione nel raggiungere a tutti i costi l’obiettivo. Tensione aggravata se qualche dirigente, mosso da sfrenato protagonismo, quotidianamente pressa le filiali con monitoraggi continui, esasperanti, inutili, talvolta controproducenti e velatamente minaccia possibili conseguenze in caso di mancato raggiungimento dei budget assegnati.

Dai nostri dirigenti locali quali risposte ci giungono?

Che l’etica non è inconciliabile con i budget perché grazie ad una programmazione del lavoro si può riuscire ad individuare con calma il prodotto adatto per ogni cliente senza operare azioni di forzatura.

Tutto assolutamente vero! Condividiamo in pieno! Del resto siamo assolutamente consapevoli di quale importanza rivesta la crescita commerciale e del beneficio che traggono i lavoratori di un’azienda solida in quanto generatrice di adeguati profitti.

Non condividiamo però in alcun modo le esasperazioni

Che dire delle campagne di brevissimo termine sui prodotti che forzando le vendite snaturano l’idea stessa di consulenza? E’ evidente, le stesse nascono quando l’obiettivo programmato rischia di essere fallito. Quindi etica sì, dice in concreto l’azienda, ma a patto che i lauti guadagni della Banca siano stati già incassati!

Un’ultima recente tendenza ci sembra veramente gravissima e da bloccare subito per evitarne una diffusione incontrollata: l’assegnazione di budget individuali su singoli prodotti come in alcune filiali è avvenuto anche per l’ultima Blue Profits "Solidarietà".

Siamo all’incitamento alla vendita selvaggia: se si devono "piazzare" (in questo caso questo termine tanto vituperato è proprio quello giusto) centinaia di migliaia di euro di un prodotto "di nicchia" in poco più di 20 giorni. Andando a "pescare" la clientela nell’ambito del portafoglio di un singolo gestore/consulente, non si può andar tanto per il sottile nella scelta del cliente al quale collocarlo.

In un momento in cui viene sottoscritta un’importante intesa con l’ABI sulla parte del nuovo CCNL che riguarda proprio l’etica in banca, ed in particolare in un territorio come il nostro in cui il caso della Banca 121, che perseguiva una politica di assoluta spregiudicatezza nella vendita, non solo ha avuto tante ripercussioni sulle finanze e sulla vita dei risparmiatori, ma anche conseguenze di tipo giudiziario su banca e bancari, riteniamo che si debba procedere ad un’inversione di tendenza nei fatti e non solo a parole.

Siamo convinti che il matrimonio tra etica e budget sia possibile, purché la giusta ricerca del profitto non si trasformi in ricerca esasperata. E’ evidente che in quest’ultimo caso gli atti formali e le pubbliche esternazioni non sono altro che tentativi tesi solo a dimostrare di avere le "mani pulite". I fatti concreti di tutti i giorni dimostrano che l’azienda ha già deciso:

"or bene,… questo matrimonio non s’ha da fare, né domani né mai".

Bari, 30/06/2004