TRE LICENZIATI!

Giuseppe Carmineo: Direttore di filiale, quarant’anni, brindisino con due figli. Sempre impegnato nel lavoro anche fino a tardi, ma appena la banca gli ha chiesto di trasferirsi a Varese – dovendo rinunciare quindi alla già ridotta vita familiare – lui ha rifiutato. Licenziato tre giorni fa!

Daniela Quattroni: giovane, brillante e impegnata nel lavoro. Nostra collega di Banca Idea. Ma quando il capo "chiede" la sua presenza ad una "cena-a-due-di-lavoro" lei rifiuta l’"opportunità". Licenziata ieri!

Stefano Pozzani: dopo trent’anni di servizio in Sicilia, presso la Banca del Popolo, non aveva più la vivacità professionale di un tempo e, qualche acciacco dovuto all’età, lo obbligava talvolta ad assentarsi per malattia. Licenziato stamattina!

LE TRE VICENDE NON SONO VERE

MA PRESTO POTREBBERO ESSERLO E RIGUARDARE OGNUNO DI NOI

 

IN ITALIA GIA’ OGGI SI PUO’ LICENZIARE, MA SOLO CON MOTIVAZIONI SERIE

Individuate dal legislatore nella "giusta causa" e nel "giustificato motivo" (le Leggi sull’argomento prevedono ampia casistica. Oltre ai licenziamenti collettivi per crisi aziendale sono previste fattispecie per le quali è consentilo il licenziamento individuale, ad es: furto – ripetute inosservanze delle norme – violazione molto grave e dolosa dei doveri di lavoro e, più in generale, tutti i casi in cui si riscontrino gravi mancanze da parte del lavoratore, tali da inficiare il rapporto di fiducia col datore di lavoro).

C’E’ UNA LEGGE CHE TUTELA IL LAVORATORE DAL LICENZIAMENTO INGIUSTO REINTEGRANDOLO NEL POSTO DI LAVORO

L’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori impedisce infatti l’assoluta discrezionalità nell’espulsione dei lavoratori dall’azienda, proibisce cioè il licenziamento ingiustificato.

IL PROGETTO DEL GOVERNO, CHE CI RIPORTEREBBE AGLI ANNI ’60, VUOLE STRAVOLGERE UN PRINCIPIO CHE TUTELA I LAVORATORI DA 30 ANNI

A ben vedere il governo non tende a ridurre i diritti acquisiti, ma a ledere la dignità individuale dei lavoratori e delle lavoratrici, trasformandoli da prestatori di lavoro a veri e propri sudditi.

LA DIGNITA’ NON HA PREZZO!

LA DIGNITA’ NON SI CONTRATTA, SI DIFENDE!

Tutti i lavoratori sono chiamati ad affermare con forza questo diritto.

Aderiamo compatti e numerosi allo sciopero proclamato DA TUTTE LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI

IL SETTORE DEL CREDITO SCIOPERERA’ L’INTERO POMERIGGIO DEL 14/12/2001

Bari, 10/12/2001