ACCORDO CESSIONE SPORTELLI

Presentiamo in forma sintetica, e in vista delle assemblee, le modalità di passaggio dei colleghi delle 10 filiali del gruppo - 8 Banco Napoli e 2 San Paolo Imi - alla Banca Popolare di Ancona, gruppo Popolare di Bergamo/Credito Varesino.

Illustriamo i vari punti.

CONTINUITA’ - I rapporti di lavoro del personale ceduto proseguono senza soluzione di continuità con BPA, con mantenimento di: livello retributivo, inquadramento rivestito e anzianità maturata presso le aziende cedenti.

LIVELLI OCCUPAZIONALI - Impegno di BPA a mantenere i livelli occupazionali esistenti al momento della cessione e nessuna vendita delle filiali acquistate, fuori dal gruppo, per un periodo di tre anni dall’acquisizione.

GARANZIA OCCUPAZIONALE - Le aziende cedenti, ciascuna per la sua parte, si impegnano - in caso di tensioni occupazionali nella banca acquirente - a ricollocare presso di sé i colleghi, una volta esaurite le procedure contrattuali previste a livello aziendale e di gruppo di appartenenza, per un periodo di sei anni dalla cessione: è la garanzia massima raggiunta nel settore in caso di cessione dei soli sportelli bancari, periodi maggiori (sette anni) riguardano cessione di servizi centrali ad aziende non bancarie (accordi Banca Intesa).

MOBILITA’ - Impegno di BPA a non attuare trasferimenti per un periodo di un anno dal perfezionamento della cessione - senza il consenso degli interessati - in unità operative al di fuori della provincia in cui sono allocate le filiali.
Si sottolinea che la normativa BPA prevede in caso di trasferimenti d’ufficio delle "una tantum" che vanno da 1.807 euro (35 km a/r) a 3.873 euro (80 km a/r); oltre i 100 km a/r e fino a 150 Km a/r è prevista un’indennità di 620 euro mensili; oltre 150 km e fino a 200 km a/r l’indennità mensile sale a 826 euro e, se richiesto dal lavoratore, l’azienda dà l’alloggio; oltre i 200 km a/r l’indennità mensile è di 1.033 euro, alloggio e 2 viaggi a/r mensili con i mezzi pubblici (aerei compresi).

PROFESSIONALITA’ - L’inserimento del personale ceduto avviene nel rispetto delle professionalità acquisite e in un’ottica di valorizzazione dei contributi operativi e di conoscenza dei singoli, con salvaguardia dei criteri di pari opportunità quanto a sviluppo professionale e di carriera.

FORMAZIONE - In riferimento alla necessità di garantire il più completo inserimento dei lavoratori ceduti nella nuova realtà, saranno attuate specifiche iniziative di formazione in aula e in affiancamento secondo un programma soggetto a verifica con le OO.SS., per meglio tutelare i lavoratori interessati.

LIVELLI RETRIBUTIVI - Il confronto tra gli assetti retributivi delle banche cedenti e quella acquirente viene effettuato sulla complessiva retribuzione annua percepita, tenendo conto degli emolumenti tabellari corrisposti in via continuativa, con esclusione quindi del premio aziendale (VAP) e di eventuali riconoscimenti legati ad incentivi. Le differenze saranno mantenute a favore degli interessati sotto forma di "ad personam", il quale non potrà essere assorbito dalla contrattazione di primo livello (CCNL), ma solo da incrementi retributivi derivanti da contrattazione di secondo livello (CIA. BPA), ragion per cui eventuali promozioni per merito non daranno luogo ad assorbimento dell’ad personam. In via eccezionale e stante la peculiarità dei colleghi provenienza San Paolo Imi inquadrati al 4° livello retributivo della 3a area professionale, sarà applicata per un periodo transitorio di due anni la normativa San Paolo Imi al fine del riconoscimento del primo scatto tabellare, in maturazione dopo la cessione, dell’assegno integrativo di pertinenza del livello predetto.

VAP - In relazione alla data di effettivo trasferimento del rapporto di lavoro, il premio aziendale (VAP) riferito all’anno 2002 sarà riconosciuto pro quota dalle due aziende cedenti e dall’azienda acquirente; l’erogazione complessiva per ciascun interessato non potrà essere inferiore a quanto si percepirebbe, allo stesso titolo, per un intero anno di servizio presso l’azienda di provenienza.

TRATTAMENTI PREVIDENZIALI - Problemi rilevantissimi comportava la prestazione per coloro i quali, nel San Paolo Imi, sono iscritti alla vecchia "Cassa di Previdenza". Il primo problema era costituto dalla mancanza, per alcuni, dei vent’anni di contribuzione per avere diritto alla prestazione; altro problema era costituito da coloro i quali pur superando la contribuzione minima dei venti anni vedrebbero il calcolo della pensione figurativa della Cassa fatto nella misura del 2% (non avendo ovviamente maturato il diritto a prestazione INPS) per ogni anno contributivo presso la cassa stessa.

L’accordo prevede delle modifiche statutarie ad hoc per la Cassa che:

Gli iscritti al Fondo pensioni del gruppo San Paolo Imi potranno scegliere tra il trasferimento della posizione individuale presso il Fondo pensione per il personale della Banca Popolare di Ancona (entro trenta giorni dal passaggio), oppure il riscatto della posizione medesima. Similmente si procederà per i colleghi San Paolo Imi iscritti al Fondo pensione per il personale proveniente dalla ex BNC.
Il personale ceduto fruirà delle aliquote contributive a carico della BPA equivalenti a quelle fruite presso le aziende cedenti, cioè la BPA verserà per i colleghi nel proprio fondo pensionistico integrativo le cifre equivalenti, per ogni singolo collega, che versava il San Paolo Imi nel proprio fondo.
Per i colleghi del Banco di Napoli trova applicazione lo statuto del loro Fondo di previdenza.

TRATTAMENTI ASSISTENZIALI - Dal 1° gennaio 2003 il personale ceduto di tutto il gruppo è destinatario della copertura assicurativa per spese di cura in essere presso BPA. La differenza tra i costi di polizza sostenuti da BPA e i costi (maggiori) della Cassa Assistenza sostenuti da San Paolo Imi sarà riconosciuta sotto forma di specifica voce salariale da erogare ogni anno con lo stipendio di gennaio, a far tempo dal 2003, per i seguenti importi fissi lordi: 3a area professionale e quadri direttivi di 1° e 2° livello euro 447,77, quadri direttivi di 3° e 4° livello euro 241,19. Oltre a ciò per il personale di tutte le categorie è versata quota dello 0,50% dell’ultima retribuzione imponibile annua per l’A.G.O. percepita presso San Paolo Imi.
In alternativa gli importi indicati possono essere accantonati al Fondo pensione BPA, a scelta del personale.
Stante la diversa "qualità" delle coperture della Cassa assistenza San Paolo Imi, sarà possibile - con modifica statutaria - per i colleghi di provenienza San Paolo Imi rimanere iscritti a titolo oneroso alla Cassa stessa, per un periodo iniziale di sei anni rinnovabile, le cui prestazioni saranno "integrative" lì dove le coperture dalla Polizza BPA saranno carenti oppure mancanti.
Trattandosi a tutti gli effetti di salario aziendale, gli importi citati sono riassorbibili a fronte di incrementi retributivi aziendali o contribuzioni migliorative tempo per tempo accordate.

FERIE - Ferie dell’anno 2000 e di anni precedenti, eventualmente non fruite, verranno liquidate agli interessati con la corrispondente indennità sostitutiva; le aziende cedenti si impegnano a fare fruire i dipendenti dei permessi banca ore prima della effettiva cessione.

PROVVIDENZE - I mutui, gli affidamenti e le agevolazioni creditizie, comunque denominate, in essere a favore del personale al momento del passaggio sono trasferiti alla BPA e mantengono sino all’estinzione le originarie condizioni.

UNA TANTUM - In relazione alle particolari modalità in cui viene trasferito il rapporto di lavoro, al personale del gruppo ceduto viene erogato dalle aziende cedenti un importo "una tantum", pari a 1/12 di annualità.
Per i lavoratori di provenienza San Paolo Imi sono previste due ulteriori mensilità, calcolate ugualmente come esposto.

******

CONSIDERAZIONI

La prima considerazione da fare è l’ambito legislativo strettissimo, in termini di tempi, nel quale ci siamo mossi: la legge 428/90 modificata dal decreto legislativo 18/2001.

Le norme infatti definiscono, in caso di cessione, un percorso di consultazione più che di vera e propria negoziazione tra le parti le cui fasi andiamo a descrivere:

Appare lampante il rischio, insito nella legge, che poteva esserci un vero e proprio salto nel buio per i lavoratori interessati che comunque, anche in assenza di accordo, possono essere trasferiti con le sole previsioni generiche del codice civile.

Proprio per evitare ciò, nei vari livelli contrattuali, e da ultimo nel nostro CIA si integrano le norme di legge prevedendo percorsi che la legge non dà: le norme contrattuali creano dunque garanzie in caso di cessioni, non autorizzano o avallano le cessioni.

Le priorità che avevamo erano essenzialmente tre:

  1. non discriminare tra lavoratori del gruppo, tenendo presente che per il Banco di Napoli si partiva da una normativa di minor favore;
  2. riempire di significato gli enunciati del CIA del San Paolo Imi, per adempiere quell’obbligo morale verso i lavoratori ceduti, costruendo quella rete di solidarietà e garanzie che allarga i diritti e difende la dignità;
  3. lavorare per i quarantamila del gruppo, costituendo sotto il profilo delle certezze un fondamentale precedente perché, ci piaccia o meno, lo scenario di riferimento sarà sempre più caratterizzato - anzi lo è già da anni per il credito - da ristrutturazioni, cessioni interne ed esterne ai gruppi ed è con ciò che dobbiamo misurarci.

Sul primo punto la proprietà delle due banche ha tentato di "dividere il fronte", affermando che mentre per i lavoratori provenienza San Paolo Imi, forse, ci si poteva riferire ai principi del CIA, per i lavoratori provenienza Banco Napoli valevano "precedenti accordi" e che comunque si trattava di due banche diverse. Il Sindacato di fronte a questioni fondamentali quali occupazione, mobilità, alienazione degli sportelli ha rifiutato qualsiasi logica di separazione con il risultato che su tali problematiche le garanzie sono valide per tutti i lavoratori del gruppo indipendentemente dalla banca di provenienza.

Sul secondo punto per l’azienda San Paolo Imi non era affatto scontato che dovessero passare tutti gli istituti contrattuali da una banca a l’altra, in quanto la previsioni del CIA "non davano diritto a un passaggio meccanico"; per il Sindacato tutti gli assetti contrattuali erano stati attuati con la lotta anche dei ceduti per cui era irrinunciabile che i lavoratori si portassero dietro quanto ottenuto con sacrifici. Per trovare possibili soluzioni, che salvaguardassero la dignità di 12 persone, il Sindacato ha proposto e ottenuto modifiche statutarie per enti a cui partecipano rispettivamente 9.000 persone (Cassa previdenza) e 20.000 persone (Cassa assistenza).

Vale riflettere un momento di più su questo punto:

NON UN ASSETTO CONTRATTUALE E’ STATO TRALASCIATO: PER L’AZIENDA IL PASSATO NON CONTAVA NULLA; PER IL SINDACATO IL PASSATO HA GUIDATO OGNI MOMENTO DELLA TRATTATIVA!

Per l’ultimo punto, la contrattazione di gruppo - il lavoro per rappresentare e tutelare quarantamila persone per dare garanzie e riferimenti stante le incertezze del futuro - un fondamentale precedente è stato posto: se è vero che il San Paolo Imi vuole, pretende e applica "libertà d’impresa", questa viene sempre dopo le persone, che ovunque vadano devono portare con sé dignità, diritti, e tutto quell’insieme di valori irriducibili al mercato che hanno come denominatore comune la SOLIDARIETÀ.

 

FABI - FALCRI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL - UILCA/UIL
SINFUB - SINDIRIGENTICREDITO
SAN PAOLO IMI AREA SUDOVEST