FABI
FIBA/CISL FISAC/CGIL UIL.C.A.
SINDIRIGENTICREDITO SINFUB
SANPAOLOIMI
LETTERA
APERTA ALLAMMINISTRATORE DELEGATO DOTT. IOZZO
Abbiamo letto con interesse e
meraviglia lintervista da Lei rilasciata al CORSERA di
martedì 15 aprile c.a. relativa alla centralità del cliente e
al valore etico del rapporto con tutti i segmenti del mercato che
noi abbiamo sempre sostenuto.
Registriamo nello stesso tempo
stupore e rammarico su futuri provvedimenti contro quei colleghi
che collocheranno prodotti non in linea alle diverse
potenzialità della clientela.
Riteniamo pertanto doveroso per il
compito a noi assegnato dai lavoratori del SANPAOLO IMI precisare
quanto segue:
- dal 1996 sino al 2001 la
banca ha perseguito una politica stringente nel comparto
del risparmio gestito che ha permesso importanti
rendimenti sullintermediazione in titoli e sulle
commissioni nette da servizi. Questa strategia ha
permesso di compensare le progressive diminuzioni del
margine di interesse e raddoppiare il ROE nellarco
del triennio 96/98;
- i lavoratori del SANPAOLO
hanno risposto alle crescenti sollecitazioni e alle
stringenti direttive dei responsabili con il
raggiungimento di importanti traguardi nella collocazione
dei diversi fondi, presentati sempre in linea con
levoluzione dei mercati. Le filiali sono state
pesantemente coinvolte su Budget di prodotto venduto cui
ha fatto riscontro un pericoloso tentativo di esclusiva
valorizzazione dei colleghi sulle performance di vendita;
- a una politica di
trasformazione dei colleghi in promotori finanziari
abbiamo dato una risposta netta con una vertenza che ha
coinvolto tutti i lavoratori del SANPAOLO.
Eravamo e siamo convinti, e con noi i lavoratori, che gli
obiettivi dei promotori siano diversi dal ruolo assegnato
al sistema bancario di crocevia tra raccolta del
risparmio e finanziamento allimpresa;
- la risposta unanime dei
colleghi ha permesso di riportare al centro
dellattenzione il valore del contributo di tutti i
lavoratori verso il servizio alla clientela e nel
frattempo di focalizzare nuovamente il valore di tutti i
clienti, comprese le fasce più deboli.
Le ricordiamo che in quegli anni, per fortuna pochi, il
rapporto con i clienti ritenuti dai massimi vertici della
banca "non redditizi", è stato mantenuto solo
a grazie alla fiducia verso i colleghi delle filiali.
E su questo segmento che oggi la Banca, in linea
con i principali concorrenti, sta focalizzando
investimenti e i massimi sforzi di recupero, anche se con
innegabili difficoltà.
Alla luce di quanto sopra
respingiamo che siano imputate ai colleghi allo sportello
responsabilità di pertinenza di altre funzioni che ancora ad
oggi emanano direttive in controtendenza con quanto da Lei
dichiarato.
Il posizionamento sul mercato può
essere rafforzato e mantenuto solo con comportamenti strettamente
attinenti alle sue affermazioni sulla centralità del cliente che
noi condividiamo, ma non riscontriamo nella banca di oggi.
Torino, 17 aprile 2003
FABI FIBA/CISL
FISAC/CGIL UIL.C.A.
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