INTERINALI AL SANPAOLO
IMI
PERCHE' NON SIAMO D'ACCORDO
Da mesi stiamo denunciando la carenza cronica di organico in molti punti
operativi della rete.
Da mesi sollecitiamo e chiediamo lassunzione di nuovi colleghi,
anche a tempo determinato, visto che da tempo non vengono neppure sostituite le
lavoratrici in maternità.
Proprio per questo abbiamo posto, come condizione alla definizione
dellaccordo sul Fondo esuberi, il contemporaneo impegno per un numero di assunzioni
congruo e mirato alla copertura delle carenze della rete.
La migrazione procedurale delle filiali ex Banco sta privando i punti
operativi del centro-nord di centinaia di colleghi per 15 giorni.
Perché non è stato possibile affrontare la migrazione, prevista da
tempo, con assunzioni a tempo determinato che consentissero anche di coprire il periodo
estivo?
Questa soluzione era stata adottata in occasione della migrazione BPL e
Lariano.
LAzienda ha invece scelto il ricorso a lavoratori interinali,
"gettati allo sbaraglio", con una formazione insufficiente.
E una scelta che consideriamo sbagliata: minimo sarà, loro
malgrado, lapporto effettivo, elevato il costo delloperazione, nullo il
ritorno dellinvestimento formativo, con forti rischi per gli stessi lavoratori che
verranno utilizzati, anche in cassa, con inevitabili ed elevati rischi professionali.
Non è sufficiente la dichiarazione aziendale per la quale il ricorso a
contratti di fornitura di lavoro temporaneo è da ritenersi "assolutamente
eccezionale" e legato alla ristrettezza del periodo di utilizzo.
Riteniamo che le metodologie di selezione e di assunzione finora
utilizzate in SanPaoloImi abbiano consentito allAzienda di disporre di un livello
qualitativo del personale, che è stato e deve continuare ad essere una delle carte
vincenti per la competitività dellAzienda.
La Segreteria di Coordinamento Fisac/Cgil
SanpaoloImi
Torino, 28 maggio 2003 |