Fabi - Fisac/Cgil - Uil.ca – Sindirigenticredito - Sinfub
SANPAOLOIMI

Perché diciamo NO agli scorpori e allo spezzatino societario

Inizia la vertenza

Piano di riorganizzazione: cosa dice l’Azienda

L'obiettivo primario del piano di riorganizzazione che è stato dichiarato dall'Azienda è il mantenimento di un forte radicamento territoriale e il presidio efficace dei diversi segmenti della clientela imprese, private, retail e poe.

Il rafforzamento territoriale avviene attraverso la conferma di marchi e società facenti parte del Gruppo SANPAOLO IMI con il progressivo conferimento delle filiali presenti nei diversi territori.
Il progetto organizzativo ha come primo livello di attuazione la fusione per incorporazione del Banco di Napoli e il successivo scorporo del Nuovo Banco di Napoli in cui confluirebbero le filiali retail del Sud d’Italia, escluse le isole.

Dal 1 gennaio 2003 sarà costituita la Direzione Sud che si trasformerà nel Nuovo Banco dopo la completa integrazione dei sistemi informativi.

La nuova banca verrà costituita nel luglio 2003, avrà 680 sportelli e 5550 dipendenti, comprenderà 1000 colleghi attualmente dipendenti nelle filiali SANPAOLO presenti in Campania, Puglia, Calabria, Basilicata. La sede centrale sarà a Napoli e avrà una struttura "snella" con circa 50 dipendenti.

Il modello organizzativo del mercato retail e POE proseguirà con la creazione di altre due grandi aree:

L’attuale segmentazione della clientela tra Mercati: Imprese, Private, Retail e POE, è confermata con il conferimento al Nuovo Banco delle Filiali Retail-Poe, mentre i segmenti Private e Imprese faranno parte della Capogruppo.
Non sono oggi disponibili i dettagli di questa parte del progetto che contiene gravi incoerenze e lacune, che se non verranno corrette, creeranno ulteriore confusione e incertezze tra i lavoratori coinvolti dal progetto di riorganizzazione.

 

Perché diciamo NO agli scorpori e allo spezzatino societario

Lo sviluppo e la forza del SANPAOLO si è basata sulla crescita dimensionale per linee interne, ma anche e soprattutto per linee esterne, attraverso plurime fusioni in Lombardia e nel resto d’Italia, con il determinante e fondamentale apporto di tutti i colleghi coinvolti nelle diverse fusioni.

Noi riteniamo che questa sia ancora una via efficace di crescita anche se dovranno essere corretti gli errori del passato. La sparizione dei marchi Lariano e Banca Provinciale Lombarda ha comportato, infatti, pesanti condizionamenti sul presidio del territorio e della clientela.

L’aggregazione per marchi e segmenti di clientela rappresenta una soluzione positiva alle distorsioni del passato e non può essere snaturata da fattori esterni politici e non, estranei alle sorti dei lavoratori e al futuro della banca.

Siamo convinti che la banca, divisa per territori e segmenti di clientela sia un’organizzazione complessa, governabile efficacemente solo con strutture decentrate sul territorio a diretto riporto di un governo centrale al quale sono demandate tutte le funzioni strategiche e operative, commerciali e di gestione.

Sappiamo che questo modello è tutt’altro che indolore e comporta da parte delle strutture federate e delle forze politiche e sociali dei diversi territori una cessione di sovranità significativa, ma essenziale alla riuscita positiva della stessa aggregazione.

Il clamore delle forze politiche sul Banco di Napoli e l’intervento di Fazio, Governatore della Banca d’Italia, hanno smantellato il piano originario di fusione che non prevedeva scorpori. Il piano adottato oggi divide i lavoratori senza dare certezze sul loro futuro. Le scelte contraddittorie filtrate verso l’esterno attraverso i giornali continuano a dare spazio a interpretazioni, stravolgimenti, sottintesi che ingenerano confusione e ambiguità, in assenza di informazioni chiare ed univoche da parte della Capogruppo.

Il piano presenta gravi incoerenze nel corretto presidio dei segmenti di mercato.

Il Nuovo Banco sarà nei fatti una rete retail: le imprese, di medie dimensioni, dovranno rivolgersi per le loro attività alle filiali Imprese San Paolo con il rischio di perdere in questa confusione un pezzo consistente di clientela.

 

 

La tutela dei lavoratori e delle lavoratrici del Gruppo

Affermare il nostro NO allo scorporo significa lavorare per la difesa di tutti i lavoratori che dal 1 gennaio 2003 saranno SANPAOLO.

Siamo convinti che il mantenimento dei marchi non significhi necessariamente società, pericoloso principio che può essere esteso ai diversi comparti della banca, con il rischio di cessioni future ad attori esterni.

Le soluzioni adottate tolgono prospettive professionali, disperdono un patrimonio di esperienza, portano a creare e consolidare "Posti di Potere", anziché posti di lavoro, con possibili riduzioni dei futuri livelli occupazionali a livello di gruppo.

Il mantenimento delle diverse società non permetterà sinergie e inevitabilmente creerà confusione negli indirizzi strategici e commerciali con forti incoerenze nella gestione delle risorse umane e disparità inaccettabili nelle condizioni di lavoro.

Il rischio è molto concreto, non dimentichiamo i tentativi del passato di snaturare il ruolo della banca trasformandola in una rete di promotori e disperdendo la forza basata sul lavoro di tutta la filiale per il raggiungimento degli obiettivi.

La reazione dei lavoratori fu netta nel dire NO. La banca oggi è costretta a ripristinare un modello organizzativo rivolto a tutti i segmenti di clientela. Ma oggi è difficile il recupero dei clienti passati alla concorrenza.

L’organizzazione del lavoro è dunque un tema cruciale nella riorganizzazione della banca.
Riteniamo che il modello organizzativo debba essere unico per tutte le filiali con le correzioni delle attuali disfunzioni. Gli interventi che saranno adottati per le filiali del Sud dovranno essere estesi a tutta la rete con l’individuazione delle figure professionali, degli inquadramenti, dei percorsi professionali e della formazione.

La filiale deve ritornare ad essere il punto di riferimento per tutta la clientela.

Il progetto pertanto presenta una serie di punti critici per le filiali del sud, futuro Nuovo Banco: non risultano chiare le modalità di presidio dei clienti private presenti nelle filiali retail ed esiste incertezza sulla definizione di piccola e media impresa non gestita dalle filiali Imprese e sulle relative deleghe ai Direttori.

Inoltre è necessario ipotizzare delle regole di sviluppo professionale che non "costringano" i lavoratori solo in un ambito retail o solo nel mercato imprese.

 

La piattaforma sindacale

Come in tutte le occasioni "storiche" che abbiamo attraversato riteniamo che l’obiettivo prioritario sia dare prospettive occupazionali e professionali a tutti i colleghi del SANPAOLO attuali e futuri.

La nostra piattaforma prevede un’unica Banca con strutture snelle decentrate sul territorio. Qualora dovessimo subire gli scorpori, le società dovranno essere leggere con un governo centrale di tutte le funzioni strategiche, operative e gestionali.

Noi opereremo con l’obiettivo di dare a tutti uguali garanzie occupazionali, un unico sistema di inquadramenti e percorsi professionali, un’unica cassa malattia, un unico sistema previdenziale, un unico premio di produttività, un unico contratto integrativo.

L’accordo sulle operazioni societarie, sottoscritto nell’integrativo del 2001, rappresenta una fondamentale base di partenza.

Per quanto riguarda eventuali esuberi, questi dovranno essere discussi nell’ambito di una trattativa di Gruppo che dovrà ricomprendere tutti i temi in discussione.

L’eventuale ricorso al fondo di sostegno al reddito non potrà che essere volontario ed accompagnato da un consistente numero di assunzioni per le filiali e dall’accoglimento delle domande di part time.

Un piano di riorganizzazione credibile con forti e solide prospettive, gli sviluppi della Macchina Operativa Integrata, il modello di organizzazione del lavoro, il corretto equilibrio nella collocazione territoriale delle lavorazioni dovranno essere condivisi dai lavoratori che, per quanto ci riguarda, ne sono i veri protagonisti.

Le nostre proposte gettano le basi per una piena titolarità di diritti per tutti i lavoratori del Gruppo, tempo per tempo, nel rispetto delle diverse professionalità e competenze presenti in tutto il territorio, dal Nord al Sud del paese

Per queste ragioni e per la parte che ci compete, apriamo questa vertenza che inizia con le assemblee dei colleghi SANPAOLOIMI e ha l’obiettivo di perseguire, con le iniziative di lotta che si renderanno necessarie, la tutela di tutti i colleghi del Gruppo.

 

Segreterie di Coordinamento
Fabi - Fisac/Cgil - Uil.ca – Sindirigenticredito - Sinfub
SanpaoloImi

Torino, 12 novembre 2002