I tempi delle banche nei tempi delle città:
l’esperienza romana

di Claudia Bella

L'eccessiva coincidenza tra l'orario di lavoro della maggior parte dei cittadini e gli orari di apertura dei negozi e dei servizi di pubblica utilità è generalmente causa di disagio e rende spesso difficile l'organizzazione della giornata. Può essere utile "desincronizzare" gli orari, rendendo fruibili determinati servizi anche in orari non convenzionali; il lavoratore che accetta di modificare il proprio orario di lavoro sa che potrà beneficiare a sua volta, come utente, di servizi adeguati alle sue necessità e in orari comodi per lui. Queste politiche possono essere perseguite solo mediante la concertazione tra tutti i soggetti sociali interessati e con in primo piano i lavoratori coinvolti all'interno delle diverse categorie, per trovare adeguate contropartite in termini contrattuali ed occupazionali.

In seguito all'entrata in vigore della Legge 142/90, che attribuisce ai Sindaci il compito di coordinare gli orari della città (esercizi commerciali, servizi pubblici, Pubblica Amministrazione ecc.) per meglio armonizzarli con le esigenze degli utenti, già in diversi comuni, tra cui Roma, sono nati negli ultimi anni dei veri e propri Piani regolatori dei Tempi e degli Orari, ed è stato cercato il coinvolgimento delle Parti Sociali mediante tavoli di concertazione territoriali e organismi appositi (Consulta Cittadina).

A Roma una delle iniziative promosse dal Comune in quest'ambito è stata il "Giovedì del Cittadino": in un giorno della settimana si dà agli utenti la possibilità di fruire dei principali servizi pubblici o di pubblica utilità in una fascia di orario più ampia del solito (almeno dalle 9 alle 17 senza interruzione). Questa sperimentazione ha coinvolto anche il nostro settore: il 17 marzo 1997 è stato firmato da Comune di Roma, Assicredito, Cgil-Cisl-Uil e Organizzazioni Sindacali di categoria un Protocollo d'Intesa in cui le parti dichiarano di aderire all'iniziativa, nell'ambito delle previsioni contrattuali vigenti, demandando alla contrattazione aziendale la definizione delle modalità attuative. Si tratta del primo esempio nel settore del credito di contrattazione decentrata sul territorio e lascia intravvedere la possibilità e forse la necessità di un nuovo livello di contrattazione in grado di cogliere appieno le potenzialità e le esigenze del territorio coniugandole alle garanzie previste dalla contrattazione nazionale.

Il Protocollo d'Intesa prevede nel nostro settore l'attivazione degli strumenti contrattuali e quindi la "Giornata lunga" o "Shopping day", e l'apertura di alcuni sportelli, in zone turistiche, il sabato mattina (artt. 66 e 67 CCNL). L'inserimento dell'apertura al sabato è stata particolarmente caldeggiata da Assicredito; viene tuttavia specificato che tale possibilità è limitata alle zone turistiche della città, identificate poi come le zone delimitate dalle Mura Aureliane. L'iniziativa è stata definita sperimentale, e l'intesa prevede un successivo momento di verifica.

Quasi tutti i principali istituti di credito operanti sulla piazza hanno aderito all'iniziativa: alcune banche hanno già interrotto la sperimentazione dopo poco per scarso afflusso di pubblico (Deutsche B. e B. Pop. di Novara); vi sono banche che hanno scelto di attivare solo il Giovedì del cittadino e altre che hanno preferito l'apertura al sabato mattina; si sono verificati casi di "sconfinamento" del criterio di zona turistica, avendo alcune banche applicato l'intesa in punti operativi posti in zone più commerciali che turistiche.

Nella maggior parte dei casi sono state applicate integralmente le previsioni del CCNL per quel che riguarda le modalità attuative, e in qualche caso c'è stata rigidità e scarso interesse da parte delle Aziende verso la possibilità di sperimentare qualcosa in più o comunque di diverso mediante apposito accordo sindacale. In particolare al San Paolo di Torino le Sas di Roma avevano proposto di sperimentare alcune novità che avrebbero potuto migliorare il servizio e apportare vantaggi ai lavoratori. Specificamente era stato proposto di ridurre a mezz'ora l'intervallo per il pranzo per ciascuno dei due turni così da poter conseguentemente ridurre il tempo di permanenza sul posto di lavoro e di introdurre un meccanismo di recupero mediante riposo compensativo a fronte di eventuali prestazioni straordinarie che si fossero rese necessarie. L'Azienda si è dichiarata indisponibile ad affrontare questi temi in sede locale e quindi le procedure di consultazione si sono concluse semplicemente con la firma di un Verbale di Incontro in cui venivano puntualizzate le modalità attuative, gli orari, le filiali interessate, le necessarie condizioni di sicurezza. La nostra azienda su Roma aderisce alla sola iniziativa del giovedì del cittadino con l'apertura lunga di 5 punti operativi (Ag 3 Montesacro, 5 Tuscolana, 6 V. Gregorio VII, 10 V. Grimaldi, 22 V. Parigi).

In tutte le aziende è stata ricercata la volontarietà nella predisposizione dei turni. Si sono verificati in alcune realtà problemi di carattere organizzativo e a volte sono state segnalate difficoltà nella fruizione dei recuperi a causa della scarsità degli organici. Abbiamo constatato che le Banche hanno avviato un numero esiguo di aperture non effettuando praticamente alcuna forma di pubblicità esterna al punto operativo oggetto dell'iniziativa e anche la campagna pubblicitaria effettuata dal Comune in realtà ha avuto ben poco risalto; ciò spiega la scarsa affluenza soprattutto iniziale della clientela. Abbiamo peraltro riscontrato che in zone dove vi sono uffici e luoghi di lavoro l'apertura "lunga" degli sportelli può risultare assai gradita, in quanto si offre a chi lavora la possibilità di fruire dei servizi bancari durante il proprio intervallo del pranzo; ciò rende possibile affermare che il metodo casuale adottato in molte aziende per scegliere i punti operativi in cui applicare l'intesa non premia affatto; risultati migliori si sarebbero certamente conseguiti se si fossero inoltre introdotte misure di flessibilizzazione dell'orario di sportello in funzione del tipo di clientela, nonchè se si fosse proceduto a forme di pubblicizazione più convinte.

Pare proprio che in molti casi le aziende chiedono la possibilità di aperture più ampie (vedi le recenti proposte Abi in tema di rinnovo del CCNL) ma al dunque non sembrano poi in grado di sfruttarle a fondo.