Per discutere
Quale banca
per il 2000
di Riccardo Pontiggia
Il duemila! Il duemila! Tutti agitano lo
spauracchio e predispongono analisi su analisi... E poche volte
qualcosa cambia davvero.
E presso il San Paolo? Cerchiamo di comprendere...
Non vogliamo ripartire dagli scenari entro i quali stiamo
vivendo. Ci limitiamo a ricordare che competitività, Euro e calo
di redditività hanno portato il San Paolo alla scelta del piano
triennale ed all'obiettivo dell'aumento del R.O.E. in tempi
rapidissimi, quale condizione per realizzare tra l'altro anche la
privatizzazione dell'Istituto, attualmente in fase di
realizzazione.
I vertici aziendali avevano individuato un percorso che mirava a:
Un simile percorso doveva passare anche
attraverso la realizzazione di un nuovo sistema informativo
(soprattutto N.A.F. = Nuova Architettura di Filiale).
Questa strategia appariva condivisibile tanto da un punto di
vista meramente tecnico, quanto perchè si poneva (e ci pare
ancora oggi si pone) l'obiettivo di valorizzare le risorse
interne. Essa doveva sostanziarsi soprattutto
nella riorganizzazione dei Servizi Sistemi
Informativi attraverso una revisione dell'organigramma e delle
competenze relative.
LA REVISIONE DEI CENTRI SERVIZI e degli
assetti ad essa collegati sta andando avanti, con un
comportamento più di "contingenza" che di reale
pianificazione. Sparisce la tripolarità e rimane il Servizio
Sistemi Informativi a Grandate; sparisce il polo informatico di
Roma; dovrebbe (almeno per ora) rimanere Bergamo. Fino a quando
questo assetto? Il rischio che l'eventuale vendita di qualche
immobile rimetta tutto in discussione è veramente da escludere?
Si dovrebbe dire di sì, ma non metteremo certo nessuna delle
nostre mani sul fuoco... non ci vediamo tanti novelli Muzio
Scevola...!
ORGANIGRAMMI ED INCARICHI all'interno del
S.S.I. sono stati mutati, ma non è cambiato niente dal punto di
vista dei meccanismi di funzionamento interno al servizio stesso:
GLI OBIETTIVI che dovrebbero concretizzare le
scelte politiche aziendali sono soggetti a continue variazioni.
Ci pare inoltre che in troppi casi manchi un effettivo controllo
sui tempi di realizzazione dei progetti fissati, senza
individuare le cause di ritardo al fine di porvi rimedio.
In alcuni casi poi, l'individuazione delle cause dei ritardi
porta alla modifica degli obiettivi anziché alla rimozione delle
cause stesse di ritardi...
TRA IL FARE ED IL CONTROLLARE... Che dire
del ruolo che a volte svolgono alcuni servizi, i quali finiscono
con il diventare dei veri e propri sistemi frenanti
dell'attività del S.S.I. e, di conseguenza, del decollo di un
grande processo di ristrutturazione dell'intera azienda?
Quante volte infatti un parere del Servizio Legale o del Servizio
Ispettivo si trasforma in uno stop (Così non si può fare!)
anziché divenire una occasione per fare meglio (Se si fa così
è possibile...)? L'attuale situazione ci porta a riscontrare un
"peso" da parte di chi esercita la funzione di
"controllo" decisamente elevato e superiore a quello di
chi è chiamato ad operare, semplicemente a causa del fatto che
il "controllo" si è sempre fatto così, per cui nulla
(pare!) si può mutare!
IL KNOW-HOW INFORMATICO aziendale è in
larga misura ancora in mano ad esterni. La politica di rientro ad
oggi messa in atto dall'azienda interessa numeri ancora troppo
limitati di risorse (è previsto il rientro in azienda di quote
di lavoro per circa 90 colleghi), con il risultato che non
paghiamo solo società esterne per consulenza, cosa più che
comprensibile, ma paghiamo (e parecchio!) anche tanti informatici
esterni per gestire procedure. A noi non pare che costoro siano
in possesso di particolarissimi skills professionali. Al
contrario riteniamo i nostri colleghi in grado di gestire
perfettamente le procedure informatiche aziendali: si può
tranquillamente affermare che l'attuale situazione è sempre più
ingiustificata. Il controllo interno del Know-how informatico è
obiettivo importante, ma che richiede sforzi molto più
significativi di quelli messi in atto in occasione della
costituzione del polo informatico comasco (in sostituzione
dell'attuale centro di Grandate).
IL COORDINAMENTO fra le strategie centrali
ed i bisogni della periferia è un problema sempre più pressante
per l'azienda. Una volta ultimato il processo di migrazione
procedurale delle filiali delle ex-banche incorporate dovrà
essere certamente accellerato il processo di revisione
dell'intero sistema informativo in quanto solo la riduzione delle
mansioni amministrative e la loro meccanizzazione potranno
incidere positivamente sulla vita lavorativa all'interno delle
filiali. Questo però comporta il coraggio di non pensare solo ad
un bellissimo progetto informativo, ma
puntare ad un progetto informativo che
impatti positivamente sul lavoro delle filiali. E' giunto a
nostro avviso il momento in cui il S.S.I. sia meglio orientato
verso l'utente filiale, verso il collega che opera sulle diverse
procedure, con l'obiettivo di ridurre ed automatizzare le
mansioni amministrative per liberare le risorse verso attività
maggiormente professionalizzate e verso una maggiore cura del
rapporto con la clientela.
Se provassimo a pensare al duemila in
termini nuovi? Se trasformassimo lo spauracchio in una occasione
per sistemare le cose? Per eliminare sprechi e migliorare il modo
di lavorare in filiale? Per... (andate avanti voi).