Riportiamo volentieri su Punto e Virgola
questa storia, e per diversi motivi. Viviamo sicuramente in un
mondo dove i deboli sono sempre più sotto tiro. Spesso ci
chiediamo all'interno delle nostre famiglie cosa si può fare per
contrastare una situazione così negativa e cioè come sia
possibile aiutare queste persone che lontano dal cosiddetto mondo
civile soffrono in silenzio. Questo è lo spirito con il quale
quindi pubblichiamo l'articolo che state per leggere e con il
quale chiediamo alla nostra banca di intervenire, di far sentire
una voce "potente" in difesa degli sfruttati in nome
del dio denaro. Ci auguriamo che questo appello venga ascoltato e
speriamo vivamente di pubblicare sul nostro notiziario un segnale
di risposta da parte del Sanpaolo. Grazie!!
(La redazione)
Conosciamo i
"nostri" prodotti:
ANNI VERDI CHICCO
di Lorenzo Storti
Nel pomeriggio del 19.11.93 in
una fabbrica di giocattoli di Kuiyong in Cina scoppiò un
incendio al piano terra. Al secondo piano stavano lavorando
duecento ragazze fra i 15 ed i 20 anni. Avvisate dal fumo si
precipitarono giù per le scale, arrivate al piano terra
trovarono luscita chiusa a chiave. Tornarono ai piani
superiori per cercare una via duscita dalle finestre e le
trovarono bloccate da inferriate. Alcune ragazze tornarono al
piano terra con la speranza che luscita fosse stata aperta
ma finirono avvolte dalle fiamme. Altre riuscirono ad aprire un
varco fra le sbarre delle finestre e trovarono la salvezza
gettandosi dal secondo piano.
Il bilancio finale fu di 87 ragazze carbonizzate e di una
quarantina ferite, 10 delle quali gravemente ustionate tanto da
rimanere invalide per il resto della vita.
La fabbrica distrutta dallincendio si chiamava ZHILI ed era
di proprietà di una società di Hong Kong che produceva
giocattoli per la CHICCO.
Il tribunale di Kuiyong ha giudicato limpresa responsabile
della tragedia e ha condannato il proprietario Lo Chiu-Chuen a
due anni di reclusione. La detenzione è durata meno: dopo 11
mesi Lo Chiu-Chuen è uscito dal carcere per motivi di salute.
Secondo la legge cinese le vittime, o le loro famiglie, avrebbero
dovuto ricevere dallimpresa una somma una tantum di circa 3
milioni di lire e un assegno mensile vitalizio pari all80%
del salario minimo. Non hanno ricevuto niente perché non erano
stati assicurati contro gli infortuni mentre la Zhili era corsa
al riparo dichiarandosi fallita. E intervenuto allora il
governo cinese elargendo alla famiglia di ogni morto circa 5
milioni di lire dichiarando chiusa la partita. Ai superstiti
ustionati non è stato dato niente; senza indennizzi non hanno
potuto sottoporsi a interventi di chirurgia plastica, ne hanno
potuto fare terapia riabilitativa, ed oggi vivono in uno stato
semivegetativo nei loro villaggi nativi.
Dopo lincendio, alcuni gruppi di Hong Kong svolsero
manifestazioni per richiamare lattenzione
dellopinione pubblica sulle responsabilità della Chicco
che, al pari della Zhili, aveva lobbligo di garantire un
risarcimento alle vittime. LA CHICCO-ARTSANA NON HA MAI SBORSATO
UNA LIRA PER MOTIVI CHE NON SONO BEN CHIARI.
Nel marzo 96 si è costituito il "Comitato
risarcimento vittime della Zhili".
Nel giugno 96 il Comitato ha scritto allArtsana per
richiedere un incontro: nessuna risposta
Nel novembre 96 il sindacato di Como ha chiesto un incontro
allArtsana: nessuna risposta.
Si decide allora di organizzare la CAMPAGNA GIOCHI LEALI che si
pone due obiettivi:
1. Indurre la
Chicco-Artsana a sedersi al tavolo delle trattative per
concordare il risarcimento alle vittime
dellincendio avvenuto alla Zhili,
2. Indurre la Chicco-Artsana e tutte le imprese di
giocattoli che appaltano la produzione in Asia ad
adottare un codice di condotta a difesa dei diritti dei
lavoratori.
(notizie tratte da I CARE,
rivista del Centro Nuovo Modello di Sviluppo - Via della Barra
36, 56019 Vecchiano - Pisa)
Per ulteriori informazioni: Lorenzo
Storti
Sede di Milano 02/72383008
oppure: Centro Nuovo Modello di Sviluppo,
via della Barra32, 56019 Vecchiano (PI)
tel. 050 826354, fax 050 827165, email coord@cnms.it
