Numero 5 – Ottobre 2004
SPAZIO
LIBERO
Rinnovo del CCNL: la forza della ragione
L’attuale modo di fare banca, caratterizzato dai mercati
finanziari liberalizzati e globali, ha dimostrato
tutti i limiti del capitalismo
predatore: distruzione di valore, deterioramento delle relazioni
fiduciarie, caduta della redditività di lungo periodo, instabilità economica,
conflitto sociale, dissipazione delle risorse umane.
Il Protocollo firmato a giugno tra Abi
e OO.SS., cornice ideale per
un vero cambio di rotta e premessa per il rinnovo del contratto del credito, ha
avviato un’alternativa potenziale, possibile:
·
attenzione alla qualità delle persone, delle relazioni con la
clientela e con le comunità locali
·
negoziazione dei sistemi incentivanti
·
cambiamento degli orizzonti temporali, con accento sulla
stabilità di medio-lungo periodo
il
tutto nella prospettiva di una Responsabilità
Sociale dell’Impresa, fondata su un patto sociale tra tutti i legittimi
portatori di interesse (clienti,
lavoratori, territorio, azionisti), secondo un’idea di giustizia sociale
condivisa.
Ebbene, al momento del dunque, di essere
conseguenti dando contenuto pratico alle richieste dei lavoratori, l’Abi sembra cambiare improvvisamente le coordinate, non
comprendendo che la compatibilità sociale rappresenta ormai il parametro
competitivo decisivo e rimanendo prigioniera del breve periodo e del primato
dell’azionista.
La proposta sindacale è organica: in essa
rientra - in un nesso inscindibile - la
banca etica, il recupero salariale (oltre l’inflazione programmata) e le nuove
norme; non è possibile concordare su di un pezzo e tralasciare gli
altri.
La forza di tali ragionamenti ha portato ad una grandissima
mobilitazione, con due scioperi riuscitissimi, due
metaforici “sganassoni”, per far tornare alla realtà la controparte: lunedì 11 ottobre si riparte a trattare.
Nell’interesse di
tutti, l’augurio è che si prosegua presto e bene, altrimenti la
categoria è comunque pronta….
Questi
sono dati relativi alla sola Campania, ma la
situazione è tragica anche in Puglia, nella zona a nord di Bari
2 GENNAIO 2004 CAIAZZO
12 GENNAIO 2004 BELLONA
6 FEBBRAIO 2004 BAIANO
18 FEBBRAIO 2004 BOSCOTRECASE
19 FEBBRAIO 2004 MORCONE
25 FEBBRAIO 2004 ATRIPALDA
2 MARZO 2004 RECALE
3 MARZO 2004 CALVI
RISORTA
8 MARZO 2004 POGGIOMARINO
16 MARZO 2004 QUALIANO
22 MARZO 2004 NPOLI 37
10 APRILE 2004 CASERTA 6
14 APRILE 2004 NAPOLI 2
16 APRILE 2004 BRUSCIANO
3 MAGGIO 2004 NAPOLI
83
8 GIUGNO 2004 PORTICO
DI CASERTA
14 GIUGNO 2004 SANT’ARPINO
15 LUGLIO 2004 TRENTOLA-DUGENTA
16 LUGLIO 2004 LUSCIANO
20 LUGLIO 2004 CASAPULLA
5 AGOSTO 2004 BELLONA
6 AGOSTO 2004 GROTTAMINARDA
6 AGOSTO 2004 SALERNO
1
11 AGOSTO 2004 PORTICO DI CASERTA
13 AGOSTO 2004 CASAGIOVE
18 AGOSTO 2004 SANTA MARIA DI CASTELLABATE
17 SETTEMBRE 2004 CASAGIOVE
20 SETTEMBRE 2004 NAPOLI 83
SPOT PER LA PACE
Le
terribili vicende che quotidianamente registriamo fanno comprendere come la vera tragica attualità, di cui
dovrebbe occuparsi questa rubrica, sia sempre e comunque
la guerra e, a rischio di essere
tacciati di “buonismo”, riproponiamo una spot che
gira nelle sale cinematografiche
LA PACE!
BREVISSIMA CRONACA DELLA LIBERAZIONE DI NAPOLI
27 – 30 settembre 1943
Al Vomero
si accese la scintilla: camion tedeschi pieni di giovani rastrellati si
erano fermati per consentire il trasferimento in altri automezzi e l’avvio
verso il nord, allorché in varie zone della città gruppi di persone
cominciarono a sparare contro i soldati tedeschi e qualche complice italiano.
Da Capodimonte, alcuni carri armati in ritirata furono
chiamati indietro per fronteggiare la ribellione: ma il fuoco degli insorti proveniente dai tetti, dalle macerie dei
palazzi bombardati, nonché da alcune barricate frettolosamente alzate, era
riuscito a bloccare anche i carri.
Gli scontri si moltiplicarono e caddero i primi
morti e feriti da ambo le parti, ma parimenti si formavano i primi gruppi non più
spontanei, ma organizzati da ex ufficiali
monarchici dell’Esercito e da uomini come Tarsia, Caprara e Chiaromonte,
futuri dirigenti comunisti.
I nazifascisti, in
procinto di ritirarsi a seguito dello sbarco alleato a Salerno, non avevano
supposto che il popolo napoletano sarebbe stato capace di unirsi, armarsi e
combattere: i reparti paracadutisti della divisione “Goering”, già protagonisti di
stragi di civili, erano rimasti sorpresi dall’azione militare
partigiana, tanto che i ribelli si impadronirono del quartiere Sanità, sotto Capodimonte
e fecero capitolare il presidio tedesco insediato nel vecchio stadio del Vomero.
Gli invincibili della “razza superiore” dovettero chiedere l’immunità in cambio del loro
impegno di lasciare Napoli senza rappresaglie, con il ritiro imposto dai fucili
degli “scugnizzi”, decorati poi
di medaglia d’oro al valore e alla memoria (Gennaro Capuozzo. 12 anni – Filippo Illuminati
13 anni).
Il primo ottobre non c’era più un tedesco in città.
Fu vera battaglia di popolo perché insieme agli
scugnizzi e ai partigiani, protagonisti furono anche i liceali del “Sannazzaro”, tutti eroi
adolescenti senza ideologie e appartenenze che dissero no ai barbari nazisti e
ai servi fascisti.
Una
città come Napoli, spesso
umiliata e offesa dai propri abitanti, ha ancor più il dovere della
memoria.
Spiderman 2
Prodotti di “consumo” e prodotti “d’autore”
Nel nostro paese, ma generalmente nel mondo
industrializzato e culturalmente avanzato, si discute da alcuni decenni sui
prodotti culturali, etichettandoli ora come “commerciali”, talvolta come
“impegnati”, altre volte come “socialmente impegnati e importanti” e quindi
“d’autore”.
E’ questa una vecchia controversia europea, che nasce dalla polemica
culturale fatta dalla rivista cinematografica “Cahier du
Cinema” negli anni 50 che inaugurò la politica degli “autori” cinematografici.
Dopo vari decenni, ormai, la critica culturale
moderna considera tutti i prodotti culturali realizzati da un’industria
culturale, nella quale gli
intellettuali producono in vari settori della cultura creando miti culturali,
analisi delle società e degli individui, analisi dei movimenti culturali,
esprimendo tutto ciò attraverso le proprie opere che diventano tutte “merce
da consumo”.
Analizziamo, pertanto, in quest’ottica
Spiderman 2.
Spiderman 2, tipico prodotto hollywoodiano,
è tratto da un fumetto, considerato naturalmente un “prodotto di consumo”.
Questo film è giudicato, pertanto, in modo doppio
come “prodotto commerciale”, cioè merce.
Spiderman 2, naturale prosecuzione del
primo “Spiderman”, sviluppa il personaggio di Peter Parker/Spiderman
alle prese con i suoi “grandi poteri
che danno anche grandi responsabilità”. Questo incipit crea nel personaggio tutti i dubbi, tutte le perplessità sul “che
fare?” rispetto alla propria identità, segreta e non, e rispetto alle persone
amate e non; dubbi e perplessità esistenziali in una megacittà dove l’esistenza
quotidiana è sempre fortemente rischiosa per tutti.
Cosa rende ora interessante Spiderman
2, visto che queste tematiche sono abbastanza normali
in un prodotto culturale?
Il fatto che Peter Parker trova “dentro di se” le forze e le motivazioni per
risolvere i suoi problemi, mentre analogamente con i suoi avversari non usa
solo i suoi super poteri per sconfiggerli, ma ricorre alle “motivazioni
psicologiche, umane e culturali”, alle “aspirazioni personali” del “cattivo”,
in questo caso il Doc. Octopus,
per convincerlo a sacrificarsi come scienziato per il Bene della Città.
Quindi motivazioni e situazioni dove
le “scelte umane” sono indispensabili alla soluzione della storia.
Ora, per un racconto, cinematografico, letterario o
quant’altro, cosa c’è di più significativo?
Pertanto, l’etichettatura aprioristica di un
prodotto cinematografico, ma più in generale di un prodotto culturale, come
“commerciale” o “merce di consumo” è artificiosa e non più
corrispondente alla verità quando invece c’è necessità di “consumare” ormai prima
il prodotto culturale e poi “etichettarlo”.
Ci
pervengono dai singoli lavoratori, richieste di chiarimento sulla previsione
della legge delega in materia di silenzio
- assenso sulla devoluzione del TFR alla previdenza complementare,
inoltre nel corso di alcune assemblee da parte di
lavoratori è pervenuta la richiesta di predisporre iniziative mirate a tutelare
il diritto dei lavoratori alla scelta e che talune OO.SS.
stanno seminando preoccupazioni e tensioni fra i
lavoratori.
A chiarimento pubblichiamo una nota informativa di
Guido Brunelli, ex Segretario Generale Regionale
della Fisac/Cgil,
consulente della Segreteria Nazionale Fisac/Cgil per la Previdenza, per le problematiche degli esodati del settore credito ed, inoltre, candidato al nuovo
Consiglio d’Amministrazione del Fondo di Previdenza Complementare per il
Personale Banco di Napoli.
“Riteniamo utile confermare che l'utilizzo
del TFR è subordinato alla emanazione di un
decreto attuativo della legge delega.
Pertanto, quanto previsto
dalla legge delega in materia di silenzio assenso sulla destinazione del TFR non entrerà in vigore dal 6 ottobre p.v. ( data di
entrata in vigore della legge delega) bensì è condizionato alla emanazione di
uno specifico decreto attuativo.
La riforma sarà a pieno regime
non prima dell'entrata in vigore dei decreti legislativi delegati e,
quindi, anche dopo che sarà entrata in vigore la legge delega, la decorrenza
dei termini di adesione resterà ancora bloccata fino ai decreti attuativi.
Dalla successiva entrata in vigore dei decreti
attuativi inizieranno a decorrere i sei mesi previsti per esercitare l'opzione.
Il lavoratore che non
intende aderire dovrà esprimere tale volontà per iscritto entro tale termine
(sei mesi dai decreti attuativi ).
Ciò confermato, resta da
effettuare una ricognizione ed una valutazione di merito sull'impatto del
futuro decreto attuativo relativamente alla
convenienza o meno di destinazione del TFR a previdenza complementare.
Cordiali
saluti.
Brunelli”
Entro il
31 ottobre i lavoratori iscritti al Fondo Gruppo San Paolo
Imi possono variare la scelta del comparto tra i quattro – difensivo,
prudenziale, equilibrato, aggressivo - in cui il Fondo è suddiviso.
Ricordiamo
che la variazione può avvenire in via telematica o utilizzando apposita modulistica.
La
decorrenza per l’eventuale variazione parte dal 1° gennaio 2005.
(brevi considerazioni su
alcune notizie)
In Italia c’è una spaventosa
crisi economica, crollano consumi e risparmi, investimenti non se ne fanno, né
pubblici né privati, lo Stato sostiene di non avere soldi per fare alcunché…ma il ministro dell’economia Siniscalco si
dichiara, ai telegiornali, OTTIMISTA sulla ripresa economica del Paese.
Il giornalista free lance
Enzo Baldoni viene rapito in
Iraq. I rapitori si nascondono dietro una sigla mai sconosciuta, e pur volendo,
ma non si vuole, non si sa con chi trattare per la sua liberazione.
Ma il ministro Frattini,
in un’intervista al tg2, si dichiara OTTIMISTA sull’evolversi della vicenda.
Il povero Baldoni sarà
purtroppo tragicamente ucciso dopo pochi giorni (del corpo, ad oggi, nessuna
traccia)
Come ogni anno, migliaia di insegnanti
precari lottano con graduatorie sballate e sbagliate, che vengono corrette 100
volte prima di diventare effettive, nell’era dei computer, nella spesso vana
speranza di avere un incarico definitivo. A causa di questo caos molte classi
inizieranno l’anno scolastico senza che siano stati assegnati tutti gli
insegnanti.
Ma la ministra (o minestra?) Moratti, in un’intervista al tg1, si dichiara OTTIMISTA sul
regolare andamento dell’anno scolastico.
Un odioso spot pubblicitario (Gianniii!!)
mostra un apparentemente amabile vecchietto, poeta che va per la minore, che
all’uscita di un ipermercato inneggia all’OTTIMISMO in esso
presente e venduto ad un tanto il chilo.
Qualche sera fa, lo stesso vecchietto-poeta(?), ospite di una
trasmissione televisiva, invitava il suo conduttore e i suoi ospiti (Fabio
Fazio, per la precisione) a smettere di sorridere, perché la loro allegria,
secondo lui, era fuori luogo.
La parola “ottimismo” è
diventata lo strumento attraverso il quale la dittatura mediatica,
che ci governa, ottunde le menti dei cittadini teledipendenti,
perciò mi permetto di formulare un invito: smettiamola di guardare la tv,
usciamo, andiamo al cinema, ascoltiamo musica, leggiamo libri, oppure vediamoci
ciò che ci piace in videocassette o dvd, e non lasciamoci più fregare dall’OTTIMISMO dilagante e
imperversante in tv.
Ma cosa avranno
tutti da essere così OTTIMISTI?
Redazione:
Giorgio
Campo Alfredo Conte
Antonio Coppola Mario
De Marinis
Antonio Forzin Amedeo Frezza
Rosalia Lopez Raffaele Meo
Italo Nobile Maria Teresa Rimedio Anna Maria
Russo
Ha
collaborato:
Guido Brunelli