La parità imperfetta

 

A proposito di promozioni e formazione 

Centro informativo SanPaoloImi

L’organico del 2000

 

Il 2000 si è chiuso con un dato di organico pari a 19979 unità, di questi il 41,2% erano donne.

 

TAB.1

 

Inquadramento

Uomini

Donne

Totale

% donne su

totale grado

Dirigenti

193

5

198

2,5

Funzionari (F1/F3)

1626

147

1773

8,29

F4

1265

253

1518

16,7

QD1  QD2

2843

1212

4055

29,88

3^ Area

5336

5843

11179

52,26

3^ Area CFL/TD

166

702

868

80,87

Altri

315

73

388

18,81

Totale

11744

8235

19979

41,21

 

Le colleghe,  soprattutto presenti nella 3^ area professionale (TAB.1) 5843 contro 5336 uomini ( pari al 52,26%), vedevano scendere drasticamente la loro presenza tra i quadri 1212 contro 2843 pari al 29,88% e ancora di più tra i funzionari di 4^ ( il nuovo contratto non era ancora in vigore) 253 contro 1265 pari al 16,7% e negli altri gradi funzionariali dove le donne sono complessivamente 147 contro 1616 pari all’8,29%.

Praticamente “testimoniale” la percentuale tra i dirigenti, dove le 5 donne contro 193 uomini rappresentano il 2,5%.

Al 31/12/2000 inoltre erano presenti in Azienda 868 colleghi e colleghe assunti in contratto formazione lavoro  o tempo determinato, di cui 702 donne pari all’81,5% e 155 uomini.

 

Le promozioni

 

Su questa situazione si sono innestate le promozioni del 2001: su  1857 promozioni , 802 riguardano donne, cioè il 43,18%.

 

 

           

 

 

 

TAB.2

 

INQUADRAMENTO

TOTALE

DONNE

%

Dirigenti

26

4

15,38

RC2

66

2

3,03

RC1

48

6

12,5

QD4

55

13

23

QD3

120

36

30

QD2

170

57

33,5

QD1

804

428

53,23

3A 4L

415

187

45,06

3A 3L

88

44

50

3A 2L

28

19

67,86

3A 1L

34

6

17,65

2A 3L

1

0

0

2A 1L

2

0

0

TOTALI

1857

802

43,18

 

Se rapportato al dato complessivo dell’organico potrebbe sembrare un dato equilibrato, ma in realtà, come si può constatare dalla tabella 2, le pari opportunità sono ben lungi dall’essere raggiunte. Infatti le percentuali più consistenti di presenza femminile,  riguardano  le aree professionali, dove agisce l’automatismo contrattuale, e in particolare la 3^ area 4° livello e l’area dei Quadri direttivi di 1° livello per le quali per nella rete, come sindacato abbiamo ottenuto nell’ultimo contratto integrativo aziendale gli avanzamenti per le figure professionali di Gestore e Consulente Privati.

 

Rileviamo positivamente come le promozioni a QD3 siano coerenti percentualmente con la presenza delle donne tra i QD1 e QD2, e c’è un dato significativo  anche per i passaggi a QD4.

Tuttavia il “tetto di cristallo”, non è stato certo superato: infatti, rileviamo  negativamente che dove è più alta la discrezionalità Aziendale, RC1 e 2 e Dirigenti, gli uomini sono di gran lunga favoriti.

 

Ricordiamo come  già in fase di impianto delle previsioni contrattuali sui quadri direttivi contestammo le declaratorie  dei Ruoli chiave proprio perché eccessivamente generiche e non collegate a professionalità individuate.

  

Mentre per tutti gli anni ’80 poteva valere la considerazione che le donne fossero meno presenti nei gradi più alti perché avevano un’anzianità inferiore ai colleghi maschi oggi a distanza di più di un decennio questa spiegazione non è più sufficiente.

Le palesi discriminazioni nei percorsi professionali sono da ricercarsi in altre cause, prime fra tutte le opportunità di crescita professionale offerte in maniera differente a colleghi e colleghe.

E’ per questo che ci soffermeremo ad analizzare anche i dati forniti dall’Azienda riguardo alla formazione fruita nel 2001.

 

                                              

 

 

 

LE DONNE ORMAI SONO UGUALI AGLI UOMINI TRANNE IN “QUEI GIORNI”

 

QUELLI IN CUI SI DECIDONO LE PROMOZIONI!

 
 

 

 

 


 

Consuntivo formazione 2001

 

 

Come si può notare dalla TAB.3, il numero di giornate fruite dal personale femminile è superiore percentualmente alla presenza delle donne in organico. Se ci riferiamo alla media pro capite si rileva come la media  delle colleghe sia superiore dello 0,43% rispetto alla media dei colleghi.

 

TAB.3

 

Organico

Giornate formazione

Media pro-capite

Totale

donne

%

uomini

Totale

donne

%

uomini

Totale

donne

uomini

19961

8482

42,49

11479

98014

43774

44,66

54240

4,91

5,16

4,73

 

Naturalmente si tratta di un dato medio che si riferisce all’insieme di Aree e Sede centrale, ma se scendiamo nel dettaglio le Area di Bergamo,  Piemonte Sud,  Tosco- Emiliana e le Sedi territoriali Corporate hanno la maglia nera per quanto concerne il numero di giornate medie per ciascuna collega, mentre la Sicilia e l’area Varese hanno il numero più alto.

 

Occorre notare come le medie siano solo dati indicativi, infatti se andiamo ai numeri relativi alla piena fruizione del diritto contrattuale si evince che metà dei colleghi non hanno raggiunto neanche le 24 ore.

 

Se analizziamo poi i  dati relativi alla distribuzione media pro-capite per grado, (TAB.4), scopriamo che la media pro capite totale nelle aree professionali è 4,74 e per le donne 5,19.  Tra i quadri direttivi  le donne hanno un numero di giornate medie inferiore rispetto a quelle degli uomini, cioè dove sono minori le progressioni di carriera per le colleghe.

 

 D’altra parte l’ipotesi che si può formulare per il miglior dato delle aree professionali è che sia strettamente correlato alla massiccia assunzione di donne e dunque la formazione che viene effettuata all’assunzione incide positivamente.

 

 

 

 

 

TAB.4

 

 

Organico

Giornate

 formazione

Media pro-capite

 

 

Totale

donne

%

uomini

Totale

donne

%

uomini

Totale

donne

uomini

Quadri direttivi

 

Aree professionali

 

 

7786

 

 

11821

 

2015

 

 

6447

 

25,87

 

 

54,53

 

5771

 

 

5374

 

40674

 

 

56058

 

10209

 

 

33489

 

25,09

 

 

59,73

 

30465

 

 

22569

 

5,22

 

 

4,74

 

5,07

 

 

5,19

 

5,28

 

 

4,20

Totale aziendale

19607

8462

43,15

11145

96732

43698

45,17

53034

4,93

5,16

4,76

 

 

Possiamo quindi affermare che esiste una linea di tendenza positiva che va fortemente coltivata e rafforzata per arrivare ad una completa valorizzazione delle risorse femminili all’interno dell’Azienda.  Questo obiettivo ci interessa perché corrisponde ad un desiderio delle donne di auto realizzazione ( il lavoro non è più considerato come accessorio alla propria vita ed al bilancio familiare) e perché dalla progressione di carriera dipendono anche i differenziali retributivi che sono minori rispetto ad altri settori e ad altre aziende, ma che esistono anche al SanPaolo.

 

Vogliamo infine concludere rilevando come nell’organigramma e a capo di alcune Aree sono state inserite delle donne . Questo dato, anche se ancora ridotto nei numeri, è sicuramente positivo perchè riconosce valore al lavoro e alla professionalità di queste colleghe.

 

E’ anche un esempio positivo per tante che stanno investendo nel proprio lavoro, ma non è sufficiente.

 

Se a questo non si aggiungerà in tempi brevi una crescita consistente in tutti i livelli della gerarchia aziendale, rischia di essere solo un fiore all’occhiello e non un reale cambiamento culturale e sostanziale per le lavoratrici del SanPaoloImi.

 

 

 

 

Segreteria di Coordinamento Fisac-Cgil

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Torino, 24 aprile 2002