A TUTTI I LAVORATORI

Di fronte quanto sta accadendo nel nostro Istituto in questi giorni rileviamo, non poco allarmati ed amareggiati, che il processo di migrazione che ci interessa è stato concepito con irresponsabile sufficienza e peggio ancora, gestito con altrettanta inadeguatezza, ponendo i Colleghi tutti in condizioni di estremo disagio, esponendoli a gravi rischi.

Il pesante e quotidiano stato di emergenza, già più volte da noi denunciato, si è ulteriormente aggravato in virtù del passaggio alla nuova realtà operativa che non appare affatto tarata alla realtà in cui siamo chiamati ad operare.

I previsti corsi in aula, che avrebbero dovuto seguire le formazioni a distanza, essenziali per il completamento della preparazione, non si sono tenuti.

In compenso abbiamo da prima avuto una "simulazione su clone" confusionaria e di alcuna utilità, essendosi rivelata incapace di evidenziare tutte quelle problematiche che poi sono invece emerse in fase operativa.

A seguire un "affiancamento" da parte di alcuni Colleghi di provenienza SPIMI, insufficiente ed inadeguato che in qualche occasione si è dovuto anche elemosinare per poter assicurare il regolare svolgimento dell’attività.

Inoltre la struttura di Help-Desk approntata, una volta messa alla prova, ha evidenziato tempi di attesa rilevatisi in taluni casi assolutamente insostenibili per i Colleghi e per la Clientela.

L’effetto "fusione" che, nell’immaginario collettivo, doveva portare ad una nuova e più efficiente organizzazione si è immediatamente ridimensionato e quell’idea di efficienza che ci era stata fatta intravedere oggi ci sembra alquanto lontana. Tutto ciò sicuramente non contribuirà al raggiungimento di quei risultati di economicità ed efficienza sino ad ora invece ottenuti. E questo fatto ci preoccupa e non poco, in quanto certamente saranno altri poi a dover pagare per l’incapacità al momento dimostrata da alcuni.

Denunciamo che i ritmi sono oramai insostenibili per tutti e non accennano a diminuire a causa delle molteplici difficoltà che continuamente si presentano nell’operatività quotidiana. In tale situazione ribadiamo che i rischi operativi da sopportare sono divenuti elevatissimi. L’organizzazione è più che mai assente e pertanto sensibilizziamo i Direttori delle Filiali dell’ex Raggruppamento e del Centro Imprese a rappresentare con maggiore insistenza le problematiche emerse nelle proprie strutture ai Responsabili d’Area. D’altra parte il sig. R.P.A. si è mostrato come un dirigente rappresentante un’azienda aperta ad ogni confronto e disponibile a valutare ogni proposta avanzata dagli interlocutori: ebbene questi problemi per noi sono gravi e vanno immediatamente risolti nell’ottica della salvaguardia dei posti di lavoro.

Migrazione, organizzazione, turni di lavoro pesanti, mancato rispetto degli accodi e della dignità dei lavoratori, sono tutte tematiche di estrema importanza, ma per le quali al momento, da parte dell’Azienda, non si intravede alcuna iniziativa tesa a garantire serenità e tranquillità per tutti. Assistiamo invece alla crescita continua del malcontento e di un comune senso d’incertezza per il futuro di tutti noi. In questo clima pesante anche i rapporti interpersonali ne risentono e si registrano momenti di tensione tra i lavoratori stessi, incapaci a questo punto di conservare la necessaria serenità ed il dovuto rispetto per la persona e per il ruolo che ciascuno di noi ricopre.

Il perdurare di tale situazione ci vedrà senz’altro costretti a breve, ad avviare idonee azioni di lotta finalizzate a ristabilire uno stato di dignità per tutti lavoratori.

Reggio Calabria, 12.06.2003

La Segreteria
Sanpaolo IMI Banco di Napoli
Reggio Calabria