FISAC INFORMA

Bollettino informativo a cura della

Fisac San Paolo Banco Napoli

Per l’Area Calabro Lucana

EDIZIONE OTTOBRE 2003

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PENSIAMO ALLA SALUTE !!

Raccogliamo alcuni spunti da un documento del Dipartimento Politiche Sociali e di Comparto della Fisac Cgil nazionale che sottolinea come, nell’odierno mondo bancario, più che altrove, cambiano in fretta i tratti della produzione e lavoro dove i continui cambiamenti procedurali e le ristrutturazioni aziendali in atto procurano l’effetto immediato di azzerare le esperienze e conoscenze consolidate dei lavoratori e di frantumare la coesione dei gruppi sociali.

I mutamenti nell’organizzazione del lavoro, l’incremento dei settori pensanti rispetto a quelli esecutivi, stanno radicalmente modificando il rapporto tra il lavoratore e l’azienda e tra gli stessi lavoratori..

Il lavoratore non è più sottoposto solo ad un relativo sforzo fisico ma, sotto l’incalzare di ritmi di lavoro sempre più frenetici, sollecitato dalle continue modifiche societarie, organizzative, procedurali, incalzato da una competizione esasperata tra i colleghi per realizzare i budget aziendali, si trova di fronte a forti pressioni psicologiche che alimentano stati d’ansia, stress sensazioni di emarginazione, solitudine.

Questo tipo di fenomeni nel mondo del lavoro sono cresciuti a dismisura negli ultimi anni e ad essi vanno contrapposte le relative contromisure anche contrattuali. La nostra piattaforma per il rinnovo del CCNL inserisce delle novità a tutela di alcune situazioni che le aziende hanno adottato anche in maniera esasperata in molte realtà. La vita lavorativa non può ridursi ad essere solo una questione di budget.! La qualità della vita va recuperata anche durante l’orario di lavoro.

Va infine sottolineato come in Italia, con la recente approvazione della riforma del mercato del lavoro, la Legge 30/2003, si apre un ulteriore fase di incertezza, di instabilità nel mondo del lavoro, nei comportamenti singoli e collettivi rispetto alla qualità della vita, alla sicurezza sociale.

Rendere il lavoro come una merce vendibile ed acquistabile senza la contropartita di regole certe e definite per il lavoratore, in altre parole depauperando le GARANZIE del lavoratore serve semplicemente a produrre incertezza ed instabilità tra i lavoratori.. La flessibilità, da strumento di potenzialità positive per gli imprenditori e per i lavoratori con questa legge diventa un feticcio che nasconde l’incapacità di compiere un salto di qualità nei modelli organizzativi e rischia di sfociare in una nuova subordinazione totale delle esigenze personali a quelle dell’impresa.

La verità è che la flessibilità può essere un modello di sviluppo economico solo in quelle (poche) realtà nazionali dove vi è PIENA OCCUPAZIONE! NON CERTO IN ITALIA OGGI!!

Oggi introdurre questo tipo di legge ha la sola funzione di danneggiare il lavoratore che un lavoro lo ha già ed il disoccupato che ha possibilità di ottenere soltanto lavori precari o privi di garanzie.

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SENNO DI PRIMA, SENNO DI POI…

Dai colleghi dell’Area Calabro Lucana abbiamo ricevuto un numero cospicuo di e-mail, tutti recanti la stessa preoccupazione di fondo: "cosa sarà di noi?, cosa farò?, in quale ufficio sarò collocato?, che fine farò visto che nella filiale imprese risultano dieci persone in esubero ?".

Dagli incontri sindacali presso le Funzioni competenti dell’Area Calabro Lucana, scaturisce l’invito generalizzato a tranquillizzare i colleghi e l’impegno aziendale ad inserire tutti nel nuovo assetto organizzativo che vedrà la luce entro il mese di novembre. Ma le richieste dei colleghi sono davvero concrete e derivanti da uno stato d’animo che non è dei migliori!

Risulta acclarato che anche le galline di allevamento producono più uova e di migliore qualità se inserite in un ecosistema salutare e senza frustrazioni!!

Noi che non siamo polli e ci teniamo alla nostra salute non possiamo che constatare che questi principi di igiene soprattutto mentale non sono molto seguiti al San Paolo Banco di Napoli!

Ovvero, dobbiamo rilevare, con nostro rammarico, che il clima di distensione, la stabilità emotiva, dal 1° gennaio di quest’anno, presso il nostro istituto sono

parole vuote.

L’impressione che pervade tutti noi è che non ci sia stata, almeno sino ad ora, da parte aziendale, la dovuta attenzione e la giusta organizzazione di mezzi, di persone e di cose necessarie ad una ristrutturazione aziendale che sino ad ora non è stata gestita nel migliore dei modi. Lo dimostrano gli innumerevoli disservizi generati alla clientela e tante altre cose che non vogliamo stare qui ad elencare.

La ristrutturazione aziendale che noi tutti oggi stiamo attraversando, ha generato in tutto il personale sia ex San Paolo che Banco Napoli, oltre ad un malcontento generale, uno stato psicologico che genera un clima di precarietà, ed un miscuglio di sensazioni che oscillano tra il senso di abbandono e quello di rigetto verso un simile stato di cose.

Certo non si poteva pretendere che da un giorno all’altro, il San Paolo come per magia, realizzasse una struttura efficiente ed ultramoderna, però riteniamo che sia lecito affermare che molte cose realizzate (o irrealizzate) in questi mesi avrebbero potuto essere ben ponderate col senno di prima piuttosto (ahinoi!!…) che col senno di poi!

Detto tutto ciò, non vogliamo credere che esiste tanta gente pagata (e bene…) dal San Paolo per ragionare col senno di prima…!

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Una nuova rubrica per il nostro giornale:

WWW.CLIENTIARRABBIATI@SANPAOLO.IT

Notizie Ansa Dalle Filiali.

Il nostro giornalino non è aperto alla clientela, ma noi che quotidianamente operiamo sul campo, raccogliamo (e subiamo) gli umori e le lamentele della clientela.

Ogni giorno sempre più clienti arrivano arrabbiati constatando che dal 1° ottobre non è più operativa la circolarità con le filiali San Paolo del nord Italia. Gli stessi trovano assurdo che se fino a ieri era possibile versare senza spese e con valuta "on line" i soldi sui conti correnti che i propri figli hanno al Nord, dal primo ottobre sono costretti a pagare le commissioni del bonifico. Lo stesso vale per i prelevamenti bancomat su filiali San Paolo. Molti minacciano di chiudere i conti.

I colleghi, nel tentativo di non perdere i clienti, avvisano la clientela che si tratta di un momento transitorio in quanto i nostri tecnici stanno già lavorando per "sistemare" questa incongruenza. Speriamo che ciò sia vero! E soprattutto che venga fatto al più presto!

 

SULLA SICUREZZA

In questo momento importantissimo per il nostro Istituto di Credito che affronta le problematiche relative alla integrazione tra le reti San Paolo e Banco di Napoli le disfunzioni che si rilevano sul problema della sicurezza dei punti operativi assumono enorme rilevanza.

I fatti di cronaca lo dimostrano, l’aumento delle rapine c/o i ns. punti operativi, ultimo in ordine di tempo Bagnara Calabra, deve indurci a fare una buona e urgente riflessione sulle direttive che il ns. Istituto deve approntare per limitare considerevolmente questi fatti delittuosi.

Strumenti e direttive che devono interessare tutti i punti operativi del San Paolo Banco di Napoli e in misura più concreta le filiali dell’ex rete Banco di Napoli oggetto ormai quasi quotidiano di attenzioni malavitose.

Queste filiali non presentano strumenti di dissuasione e di prevenzione del rischio rapine uguali agli standard della rete di provenienza San Paolo e nonostante questo subiscono, senza nessuna logica abbassamenti dei livelli di protezione. Questo è accaduto, per esempio, c/o l’agenzia 1 di Reggio C. sita in V.le A. Moro oggetto di rapina nell’aprile scorso alla quale è stata recentemente tolta la guardiania armata per poi precipitosamente ripristinarla dopo il fatto delittuoso avvenuto a Bagnara Calabra anche se la suddetta filiale è "presidiata" da sistemi di protezione ormai vecchi ed obsoleti.

E’ chiaro che in questo modo e su questo importante problema i percorsi di integrazione delle reti non possono proseguire. Bisogna da subito pretendere che per quelle filiali che non presentano livelli di sicurezza omogenei agli standing nazionali siano ripristinate le guardianie in attesa che altri strumenti e livelli di protezione vengano adottati per porre freno ai fatti delittuosi e per equiparare ed omogeneizzare i livelli di sicurezza dei colleghi e di tutti i punti operativi del ns. Istituto.

Questo deve essere una priorità che il sindacato affronterà per dare un segno tangibile sia perché nel nostro Istituto tutti i lavoratori abbiano la stessa sicurezza e poi perché sul percorso della sicurezza non si finirà mai di fare abbastanza.

 

 

 

INCONTRO DELLE OO. .SS. CON IL R.P.A. DI AREA DEL 23/10/03

In breve.

I referenti d’Area di Falcri, Fiba, Fisac e Uilca hanno avuto un incontro a Catanzaro con il capo del personale di area.

Durante l’incontro si è discusso principalmente sull’attuale momento di ristrutturazione aziendale che sta interessando le piazze di maggior rilievo della nostra Area quali Cosenza, Matera, Potenza e che proseguirà con Reggio Calabria e Catanzaro. Le maggiori preoccupazioni da parte sindacale derivano dall’impatto che l’organizzazione del lavoro del San Paolo sta avendo su queste filiali ed in particolare sulle Filiali Imprese dove pare che un cospicuo numero di risorse non siano utilizzabili nel processo lavorativo delle stesse e debbano essere ricollocate altrove.

La notizia più importante è che l’azienda ha scongiurato assolutamente la possibilità di mobilità straordinaria ed ha semplicemente annunciato che un certo numero di persone andrà "riqualificato professionalmente". A questo proposito le OO.SS. hanno chiesto garanzie sia professionali che metodologiche per tutte le persone che pare saranno numerose, interessate a questo processo .