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LA LOTTERIA DI FERRAGOSTO
ovvero
IL SISTEMA INCENTIVANTE AL SANPAOLOIMI

Prologo
Con 3 mesi di ritardo su una incentivazione relativa ai primi 5 mesi del 2002, a marzo, l’Azienda ha comunicato che l’iniziativa era stata avviata. I destinatari erano i colleghi delle filiali Privati e POE perché “maggiormente penalizzati dai risultati del 2001”. Ironia della sorte: i colleghi delle filiali Imprese, abitualmente penalizzati dalla centralità delle AFI nell’iniziativa commerciale della rete, in questa occasione sono esclusi perché “privilegiati” dai risultati del 2001. Gli incentivi sono finanziati con una parte dei premi non erogati nell’anno passato, sono calcolati sulla base dei prodotti collocati e prevedono l’erogazione nel mese di luglio.

Primi intoppi
Con memo del 12 luglio la Direzione informava del rinvio del pagamento ad agosto per “la necessità di un affinamento qualitativo dei dati nonché l’opportunità di dare preventivamente visibilità degli stessi alla rete”. In realtà la reportistica aziendale è inaffidabile e le filiali in 48 ore affannosamente cercano di rettificare i dati ricorrendo alla memoria di gestori, consulenti e direttori, in molti casi contattati sotto l’ombrellone. Le rettifiche sono quindi alquanto approssimative, per il poco tempo a disposizione e per la difficoltà di districarsi tra le diverse fonti di dati.

Epilogo
Il 27 agosto si chiude l’incentivazione dei primi 5 mesi con un importo accreditato in busta paga (ovviamente non per tutti).
Il rinvio di un mese non ha prodotto una “preventiva visibilità” dei dati ai colleghi,che nella maggior parte dei casi conoscono la presenza o meno dell’incentivo dalla busta paga. Alcuni privilegiati hanno saputo preventivamente l’importo spettante e solo una ristretta élite conosce i dati che costituiscono la base per la ripartizione dei premi (conoscenza che non rassicura: a furia di rettifiche fatte o mancate la loro attendibilità è quanto meno opinabile).

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CONSIDERAZIONI
L’Azienda è inadempiente rispetto alle norme del Contratto Integrativo che prevedono la comunicazione a consuntivo dei risultati raggiunti e la conseguente certezza circa l’attribuzione dei premi, garanzia di oggettività e trasparenza. Inoltre smentisce se stessa: pochi giorni fa la brochure distribuita a tutti i colleghi ribadiva le modalità applicative di tale comunicazione (a cura del responsabile diretto nell’ambito di un apposito colloquio).
L’introduzione di una soglia minima per l’erogazione pari a 200 euro, mentre la soglia per gli incentivi annuali sarà di 100 euro, ha inoltre escluso dall’incentivo molti colleghi del modulo transazionale, nonché la quasi generalità dei gestori POE, figura professionale già penalizzata con il mancato riconoscimento sugli inquadramenti.
L’incentivazione per la restante parte dell’anno è costruita sugli stessi criteri: stante l’attuale sistema informativo ci sono tutte le premesse perché queste storture si ripetano.
A confusione si somma confusione: è in corso una nuova “incentivazione aggiuntiva” relativa allo sviluppo delle AFI nel trimestre agosto/ottobre, in assenza di comunicazione preventiva ai colleghi sulle modalità della stessa.
Che valore hanno i budget annuali rimescolati alla bisogna?
Come può il sistema incentivante essere elemento motivazionale nei confronti dei colleghi che si vedono cambiare continuamente le regole del gioco senza alcuna chiarezza sui premi che potranno percepire?

 

Noi non crediamo che le incentivazioni “spot” che rilevano la collocazione di singoli prodotti in un breve arco di tempo siano uno stimolo per l’impegno dei colleghi. La gestione del personale nel suo complesso basata sulla valutazione dei risultati raggiunti nel tempo è l’elemento decisivo. Ma, se sugli obiettivi di breve periodo occorre agire, ad esempio perché i risultati della semestrale sono negativi, è indispensabile che gli incentivi siano calcolati su dati conosciuti e credibili e siano ripartiti sulla base di una organizzazione del lavoro reale e non presunta. In assenza di questi requisiti le “incentivazione aggiuntive” rischiano di realizzare il paradosso di un aumento retributivo che genera solo malcontento.

Torino, 26 agosto 2002

LA SEGRETERIA DI COORDINAMENTO
FISAC/CGIL SANPAOLO IMI