TRATTATIVA CESSIONE SPORTELLI

Nelle giornate del 4 e 5 febbraio si sono svolte a Napoli due intense giornate di trattativa sulla cessione dei 10 sportelli del gruppo (8 del Banco Napoli e 2 del Sanpaoloimi) alla Banca Popolare di Ancona, appartenente al gruppo Banca Popolare di Bergamo/Credito Varesino.
La trattativa si è svolta tra le Delegazioni Sindacali delle 7 Organizzazioni unitarie, composte dalle Segreterie Nazionali, dalle Segreterie di Coordinamento e le RSA delle 3 banche interessate, e le Delegazioni rappresentanti le banche cedenti e la banca acquirente.
In particolare per quanto riguarda i colleghi interessati del Sanpaoloimi, le richieste sindacali sono riconducibili al rigoroso rispetto delle intese raggiunte nell’ultimo CIA relativamente alle operazioni societarie: salvaguardie occupazionali successive alla cessione, valorizzazione delle professionalità, salvaguardia dei complessivi livelli retributivi, della previdenza integrativa, della assistenza sanitaria, dei finanziamenti al personale e tutele sulla mobilità.

Riepiloghiamo sinteticamente per argomenti lo stato della trattativa:

Salvaguardia occupazionale successiva alla vendita
Sindacato: obbligo del SPImi di riassumere i colleghi ceduti in caso di "messa in mobilità" nella banca acquirente.
Aziende: la BPA assume l’impegno a non cedere gli sportelli per i 3 anni successivi all’acquisizione.
Il SPImi assume l’obbligo di riassunzione in caso di ipotesi di attivazione della L. 223 nei 3 anni successivi alla cessione.
Valutazione sindacale: la garanzia occupazionale deve essere di almeno 9 anni.

Cassa Previdenza
Sindacato: garanzia di mantenimento della prestazione.
SPImi: disponibilità a modifiche statutarie che consentano ai colleghi di mantenere l’iscrizione fino al raggiungimento dei 20 anni di contribuzione, che rappresentano la soglia minima per aver diritto alla prestazione integrativa "differita" (che verrà erogata al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia).
Valutazione sindacale: importante superamento di tabù (si mantiene l’iscrizione Cassa Previdenza anche senza essere dipendenti del Gruppo).

Fondo Pensioni
Sindacato: trasferimento degli zainetti alla Previdenza complementare BPA con mantenimento delle aliquote contributive attualmente applicate a carico del datore di lavoro.
BPA: Accoglimento della richiesta.

Cassa Assistenza
Sindacato: mantenimento dell’iscrizione alla Cassa Assistenza con contribuzione inalterata per lavoratori ed Azienda (indifferentemente ripartita tra SPImi e BPA).
Aziende: la salvaguardia dell’assistenza sanitaria integrativa è raggiunta attraverso l’adesione dei colleghi alla polizza assicurativa della BPA.
Valutazione sindacale: oltre a quello sulla garanzia occupazionale, è lo scoglio più grande della trattativa, poiché le prestazioni della polizza non sono affatto analoghe (è la classica polizza tutta sbilanciata sugli interventi in clinica) e, solo per le Aree professionali, è molto onerosa l’iscrizione dei familiari (200.000 lire a persona). La risposta aziendale è inaccettabile.

Finanziamenti
Sindacato: mantenimento delle condizioni in essere.
BPA: accetta di accollarsi i finanziamenti in essere con durata e tassi invariati fino a scadenza.
Valutazione sindacale: soluzione percorribile, anche perché alle future richieste di finanziamento saranno applicate le condizioni BPA, che sono complessivamente equivalenti.

Mobilità
Sindacato: introduzione di garanzie identiche per tutti i colleghi del gruppo avendo a riferimento il nostro CIA.
BPA: garanzia di inamovibilità per due anni al di fuori della provincia senza consenso dell’interessato.
Valutazione sindacale: soluzione percorribile in quanto aggiuntiva ad una normativa aziendale BPA che prevede oneri di mobilità a carico dell’azienda molto alti.

Trattamento economico e normativo
Sindacato: salvaguardia non solo dell’attuale retribuzione ma anche delle aspettative collegate agli automatismi economici aziendali ed ai percorsi professionali.
Aziende: generiche assicurazioni di salvaguardia delle differenze tramite Ad Personam.
Valutazione sindacale: sarà possibile un giudizio quando si raffronteranno analiticamente le tabelle retributive e le garanzie normative.

La trattativa si sta svolgendo rigorosamente nel merito delle garanzie che abbiamo il dovere di ottenere per i colleghi coinvolti in questa cessione "ordinata" dalla Banca d’Italia. La coerenza con la quale, a tutti i livelli, la nostra Organizzazione ha affrontato questa delicatissima vicenda inizia a dare i suoi primi frutti. Con la stessa determinazione continueremo a perseguire gli obiettivi non ancora raggiunti.
Dopo una pausa di riflessione richiesta dalle aziende, la trattativa proseguirà l’8 febbraio a Roma.

 

FUSIONE CON CARDINE

Il 4/2 si è svolto un incontro in merito al progetto di fusione SANPAOLO IMI e CARDINE.
Le aziende hanno comunicato, come previsto dalla legge 428, i termini del progetto che prevede la fusione per incorporazione solo di alcuni elementi patrimoniali (crediti e debiti verso le banche, titoli, immobili non adibiti a sedi/uffici/succursali, partecipazioni con esclusione delle banche reti e di quelle per recupero crediti e strumentali), mentre l’azienda bancaria CARDINE vera e propria verrà conferita in "NUOVA" CARDINE.
NUOVA CARDINE rivestirà il ruolo di sub-holding per il coordinamento delle banche del GRUPPO CARDINE. Il progetto di fusione verrà sottoposto all’approvazione delle assemblee degli azionisti previste per il 5/3 e avrà efficacia giuridica entro giugno.
Questa prima fase della fusione non avrà alcun riflesso sul personale di CARDINE, il quale continuerà il proprio rapporto di lavoro o il distacco con NUOVA CARDINE. E’ evidente però che il piano di integrazione, ad oggi ancora allo studio, dovrà realizzare le cosiddette sinergie (MOI, Esattorie, ecc.): pertanto le parti si rincontreranno entro la fine di febbraio per definire modalità e regole per il confronto sul piano di integrazione e sulle eventuali ricadute per il personale.

 

ASSEMBLEE

Il 31 gennaio si è raggiunta un’intesa unitaria tra le 7 OO.SS. aziendali che consentirebbe di ripristinare il diritto all’assemblea anche nelle filiali sotto gli 8 dipendenti (sospeso dall’azienda negli ultimi due mesi).
Come ricorderete, la lettera attraverso la quale il SPImi conferma la deroga alla Convenzione Nazionale sarà firmata, ed avrà quindi efficacia, solo quando le Segreterie Territoriali di Bergamo ritireranno il ricorso per attività antisindacale relativo alla sospensione della prassi aziendale, con udienza dal Giudice fissata per il 13 febbraio.
La FABI e la FIBA/CISL di Bergamo, per ragioni che non riusciamo a comprendere, non hanno a tutt’oggi ritirato il ricorso nonostante l’impegno scritto dell’Azienda ripristinerebbe la situazione preesistente, consolidandola attraverso la forma scritta.
Vi terremo informati sugli sviluppi della vicenda.

Torino, 6/2/02

La Segreteria di Coordinamento FISAC/CGIL SanPaolo Imi